Pop-Corn Day

The end? L’inferno fuori

Trama

Roma. Un giovane e cinico uomo d’affari cerca di andare in ufficio ma il traffico lo rallenta. Una volta arrivato rimane imprigionato in un ascensore guasto. Mentre cerca di uscirne fuori la città eterna si avvia verso il caos. Attacco terroristico? Pazzia collettiva? Forse. Ma l’ipotesi Più probabile è che una strana malattia infettiva abbia contagiato i cittadini della capitale.

MiniRece

Se sei di Roma e ami l’horror, non puoi non essere irrimediabilmente attratto da questo film. Ma, con uno zombie movie italiano, parti con un quantitativo di pregiudizi che la metà bastano. Alla fine gli do un 6-. L’idea non è male, purtroppo la sceneggiatura e, soprattuttoi dialoghi (poco verosimili), non sono all’altezza , buona invece la regia. Comunque opera prima e budget ridottissimo. Alessandro Roja , il protagonista del film, è inquadrato praticamente per tutta la durata del film e tiene botta (non è facile per niente). Mi piacerebbe tanto vedere il Misischia (il regista del film) alle prese con un plot simile ma con sceneggiatori di livello. Manetti Bros permettendo 🙂

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Staff Message

Buone vacanze!

Carissimi Amici, ridendo e scherzando ci avviciniamo all’anno di attività. Non qui sul blog, ma nel gruppo Facebook, dove esattamente il 7 Agosto 2017 aprivamo i battenti.

Ad oggi siamo 800 membri, nessuno dei quali è stato aggiunto contro la propria volontà. In questo anno abbiamo fatto del nostro meglio per diffondere questo genere così poco chiacchierato, eppure così amato.

Speriamo di essere riusciti a coinvolgervi, a farvi conoscere nuove storie, nuovi personaggi e soprattutto nuovi e interessanti autori.

Noi vi promettiamo di continuare a dare il massimo, ma per ora ci ritiriamo nel nostro bunker a pianificare il futuro 😉

Un felice Agosto a tutti quanti!

Il Blog e il profilo Instagram si fermano per riprendere fiato 😉

Ci rivediamo a Settembreeeeeeeeee!

Buone vacanze.jpg

Novità, Recensioni

Recensione: “Reverso” di Francesca Caldiani

Buongiorno Lettori Distopici 🙂

Oggi sono qui per parlarvi di un romanzo che ho da poco terminato di leggere e che mi è piaciuto davvero moltissimo.

Si tratta del secondo volume della duologia TWIZEL di Francesca Caldiani, edito da La Corte Editore.

Reverso

Se ancora non conoscete questa serie, vi suggerisco di fare prima un saltino qui, dove potrete trovare tutte le info a riguardo.

Mentre se siete fra coloro che aspettano di leggere questa seconda perla (il libro infatti uscirà a ottobre), allora proseguite pure nella lettura di questa mia breve recensione.

Dunque, si sa, i sequel sono sempre un punto interrogativo.

Duologia

L’autore riuscirà a tenere alto l’interesse?

Ritroverò le emozioni che mi ha regalato il primo romanzo?

Ebbene, per quanto mi riguarda, Reverso ha ampiamente soddisfatto le mie aspettative.

Emozione, azione, colpi di scena, ogni elemento è stato posizionato sapientemente all’interno della trama, affinché legasse con tutto il resto.

L’autrice ha inoltre saputo trattare un tema molto delicato come il bullismo, fornendoci una chiave di lettura alternativa e molto efficace.

Una storia diversa dalle altre, con quel pizzico di imprevedibilità e di genialità che un amante del genere distopico ricerca.

I complimenti vanno anche al La Corte Editore, per averci dato la possibilità di leggere un altro capolavoro della Distopia made in Italy!

Reverso2Personalmente non posso che suggerirvi la lettura di questa serie, consigliandovi però di stare alla larga dalle acque del meraviglioso Lago Tekapo 😉

E se queste poche righe non vi bastassero… ve lo dico pure a voce quanto mi è piaciuto il romanzo!!!

 

Pop-Corn Day

Downsizing

Buongiorno!

Oggi torniamo a parlare di cinema, e lo facciamo con Downsizing, un film del 2017 diretto da Alexander Payne, con il grande Matt Damon, che non manca mai di cimentarsi in ruoli distopici 😉

Downsizing.jpg

TRAMA:

In un futuro non molto lontano, gli esseri umani sperimentano una soluzione inedita all’eccessivo consumo energetico che ha impoverito il pianeta: una procedura di rimpicciolimento all’avanguardia in grado di ridurre temporaneamente le dimensioni di un uomo di circa un ottavo, permettendogli così di risparmiare le risorse a disposizione. Una coppia di sposi (Matt Damon e Kristen Wiig), in crisi coniugale, decide di sottoporsi al processo con la speranza di una vita migliore, ma quando sua moglie si tira indietro all’ultimo momento, all’uomo non resta che unirsi a una piccola comunità di suoi simili e affrontare da solo le difficoltà che derivano dalle nuove misure ridotte.

Ho guardato questo film attratta dall’idea particolare e originale di un mondo in cui, per risolvere il problema del sovrappopolamento (e delle problematiche che ne derivano), si è pensato bene di rimpicciolire le persone. Ma se devo essere sincera… sono rimasta un po’ delusa.

Gli attori bravissimi, l’ambientazione e gli effetti speciali ottimi, ma… la storia…

Partita benissimo è atterrata proprio male. Sì insomma, uno di quegli atterraggi di emergenza in cui i passeggeri si salvano, ma restando frastornati per giorni.

Perché? Perché mi domando io, sprecare un’idea che avrebbe potuto avere un milione di sviluppi intriganti, particolari, originali ed emozionanti?

Mi dispiace, di solito da parte mia leggete quasi sempre opinioni positive, tanto che avrete pensato: “Ma a questa piace tutto!”, ma non posso proprio esprimere un parere positivo su questo film. Ribadisco che la falla non è nella realizzazione, ma nella trama.

Insomma, un attore alle prime armi lo possiamo anche perdonare, ma quando la nota dolente è nella la trama, non si può fare finta di nulla.

Qui vi lascio il trailer che sicuramente stuzzicherà il vostro interesse 😉

Poi, se avrete modo di guardare il film, fatemi sapere se la pensate come me oppure no 🙂

Buona visione!

Mysterious Writer, Senza categoria

Mysterious Writer: Isa Thid

Buongiorno Amici Lettori 🙂

Qualche tempo fa vi avevamo parlato del romanzo “Frontiera” di Isa Thid, edito da Catnip Edizioni.

Ebbene, qui sotto vi riproponiamo la trama del romanzo giusto per darvi una rinfrescatina, e subito dopo vi lasciamo con l’intervista che le abbiamo rivolto dopo aver letto la sua opera.

frontiera

TRAMA:

Quando fugge dal centro di detenzione con un pugno di compagni, esiste solo un obiettivo nella mente di Azura: recuperare Massimino, suo fratello, e portarlo in salvo oltre la frontiera con la Francia per raggiungere la Svezia. Lì, si dice, offrono asilo politico ai moderni clandestini: omosessuali, immigrati, mezzosangue.
Comincia così la storia di Azura, giovane italo-siriana intrappolata in un mondo che non la accetta, combattente impreparata ma caparbia, che ha nel cuore una chiara lista di priorità assolute. Insieme a lei Maslov, rivoluzionario russo e omosessuale dalle tendenze terroristiche, e Dalmasso, ricco pacifista a capo di un collettivo antagonista con sede a Torino.
Attorno a loro il nuovo mondo, fatto di innesti cerebrali e connessioni perenni, corruzione e oppressione, centri di identificazione, violazione della privacy, razzismo e omofobia.
E in mezzo al caos della rivoluzione solo una ragazza e il suo fratellino, e quella frontiera tra loro e la libertà.

iNtErViStA

 

  • Come è nata l’idea di Frontiera?

Da un’atmosfera polverosa e dorata che avevo ben chiara in mente, e dal desiderio di scrivere la fuga di due fratelli.

  •  Perché la scelta del romanzo breve, o meglio, della novella?

Non è stata veramente una scelta, quanto piuttosto un adattarsi della forma al contenuto. Arrivata alla fine sentivo di aver finito. Non mi sembrava che la trama reggesse una lunghezza superiore, forse. 

  • La tua distopia è al servizio di una forte denuncia sociale. Avevi già pensato di scegliere il genere distopico o l’ambientazione è nata in modo naturale durante la scrittura?

L’ambientazione l’ho pensata qualche anno fa, a Torino, con la mia amica Sana Kiurata che era venuta a stare da me per un mese. Bevevamo “gin schifo”, ovvero un orribile cocktail di gin del discount e limonata del discount, parlando di degeneri fantascientifici. Proprio sul Lungo Po. Avevamo deciso di chiamare Hybris quel nuovo mondo. 

  • La protagonista della tua novella ha origini italo-siriane. Perché questa scelta? (Soprattutto per la componente siriana).

Quando ho scritto Frontiera avevo appena finito di fare raccolta fondi con Amnesty International (face to face, per le strade di Torino, indossando fieramente la pettorina gialla). Mi aveva scosso il caso del poeta dei gelsomini, condannato all’ergastolo per un sonetto in cui diceva sostanzialmente “Se importiamo tutto dall’occidente, perché non importare anche le leggi e la democrazia?”. Questo avveniva in Qatar, non in Siria. Per Frotneira ho scelto la Siria perché mi sembrava più verosimile in un futuro non troppo remoto avere una seconda o terza generazione di rifugiati. 

  • Perché hai sentito l’urgenza di parlare di tematiche scottanti come razzismo e omofobia?

Sono le mie ossessioni. Il razzismo perché si presta facilmente a degenerazioni naziste, quindi oltre a essere un’aberrazione nel mondo reale, mi sembra interessante in un mondo narrativo. L’omofobia è più personale, nel senso che pur essendo eterosessuale e monogama ho sempre frequentato anche gruppi LGBT e poliamoristi. Così, questa società nella società che ho conosciuto mi piace sublimarla nelle cose che scrivo.

Poi c’è la questione delle minoranze da proteggere, anche nei libri, siano stranieri o persone LGBT. 

  • Racconti di una fuga ma anche di un fortissimo legame fra la protagonista Azura e il suo fratellino, questo perché quando si scappa da una realtà terribile, si pensa agli affetti da salvare e a quelli che, inevitabilmente, si è costretti a lasciare?

Ecco, questa è una cosa che non avevo pensato. Mi capita spesso di sentirmi molto superficiale quando qualcuno legge le mie cose con attenzione e mi fa domande. Direi di sì, alcuni affetti vanno lasciati, per cause di forza maggiore. A me non è mai capitato, e spero che non mi capiti mai di dover lasciare indietro i miei genitori per salvare le mie sorelle. Anche se forse, con questa storia in particolare, volevo ricordare a me stessa che è solo un caso se io sono tranquilla a casa e non in fuga attraverso il mare o il deserto. 

  • La copertina del tuo libro ha una connotazione chiaramente fumettistica, ci puoi raccontare come è maturata questa scelta?

Questo è facile, la copertina l’hanno scelta le fantastiche ragazze di Catnip e a me è piaciuta molto. Non saprei dire perché loro l’abbiano scelta, a me è piaciuta perché credo che Azura si veda così, un po’ fumetto ma poco eroe. 

  • Pensi che scriverai un sequel di Frontiera?

No. Ho già scritto un altro romanzo nella stessa ambientazione, più avanti nel tempo. Si chiama Cenere. Ma non credo di essere capace di scrivere sequel, ho sempre tante idee nuove e poco tempo per esplorarle.

Come sempre ringraziamo l’autrice per il tempo che ci ha dedicato e vi invitiamo a leggere la nostra recensione al suo romanzo 😉

Buone Letture Amici Distopici 😉