Titoli Distopici

Il Crepuscolo degli Eccelsi – Uberto Ceretoli

Umberto Ceretoli - Il crepuscolo degli Eccelsi

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Novità, Titoli Distopici

“Obsidio” in libreria dal 30 Ottobre!

Buongiorno carissimi amici.

Per voi che avete letto e amato i primi due volumi della serie Illuminae, questo articolo non potrà che essere un toccasana 😉

Fra pochissimi giorni arriverà il capitolo conclusivo della serie: Obsidio!

Siete pronti???

Obsidio

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Recensioni

Recensione: “Il futuro in bilico” di Elisabetta Di Minico

linee-meltemi-minico-futuro-bilicoÈ possibile leggere la storia contemporanea attraverso le offuscate lenti della distopia? Non solo è possibile ma, in alcuni casi, potrebbe anche essere necessario. L’esigenza nasce nel momento in cui l’attualità suggerisce l’avvento di un futuro cupo con il quale avevamo già avuto modo di confrontarci attraverso un romanzo, un film o un fumetto.

“Il futuro in bilico”, il saggio di Elisabetta Di Minico, muove le sue riflessioni scegliendo  la distopia (nelle sue declinazioni artistiche) come punto di partenza, per giungere in seguito ad un’analisi più stringente sull’evoluzione del potere e del controllo delle masse, negli ultimi 150 anni.

Il percorso è molto interessante e costruttivo: competenza nella materia e piglio critico, accolgono il lettore con una ragionata serie di citazioni e disamine di romanzi, film e fumetti accomunati dalla caratteristica dell’ambientazione nel “cattivo luogo”. Una parte iniziale che rappresenta anche un prezioso tesoretto per chi, amante del genere, è alla continua ricerca di nuove letture o nuove visioni. Fa da prosieguo, un notevole upgrade: la Di Minico dismette i panni dell’appassionata e volge lo sguardo, fortemente analitico, verso la contemporaneità iniziando a misurare quanto, il recente passato e il presente, siano distanti dalla distopia. I risultati di questa particolare rilevazione sono affascinanti e inquietanti allo stesso tempo: la gestione del potere, nelle sue forme più inique, quanto in quelle apparentemente più somiglianti alla democrazia, ha molto spesso (sempre?) un evidente fattore distopico. E malgrado i regimi dittatoriali siano palesemente i più violenti e repressivi, i “poteri suadenti” appaiono fra i più pericolosi perché si avvalgono di un invisibile e strisciante controllo massivo dei cittadini.

La gestione utilitaristica dei media, la disinformazione, il linguaggio accattivante, la continua identificazione del capro espiatorio con il “diverso”, sono gli elementi che più avvicinano molti (troppi) governi attuali al mondo della distopia. Possibile uscirne indenni?Attualmente non siamo in grado di dare un risposta, in quanto attiene al fluire degli eventi prossimi futuri; intanto, però, non sarebbe male leggere “Il futuro in bilico”, testo che non pretende di dare risposte ma fornisce valide indicazioni per far sì che la distopia attenga più ad un genere letterario che alla realtà di tutti i giorni.

Qui maggiori info sul libro.

Recensioni

Recensione: “Zetafobia” di Gualtiero Ferrari

Buongiornissimo cari amici distopici!!!

Come butta?

Questa settimana all’interno del gruppo FB il nostro boss, Liliana Marchesi, insieme a tutti gli altri fantastici membri del nostro staff, vi stanno parlando di #MinacceDistopiche e, proprio per questo motivo ho deciso di proponendovi la recensione del romanzo “Zetafobia” del bravissimo Gualtiero Ferrari che avevamo ospitato poco tempo fa.

Gualtiero Ferrari - Zetafobia

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Recensioni

OTHERWORLD di Jason Segel e Kirsten Miller

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In un futuro che è dietro l’angolo,  Simon e altri 1999 fortunati sono stati selezionati dalla “Compagnia” del multimiliardario Milo Yolkin per testare la versione nuova di zecca di “Otherworld”, il gioco di ruolo online più famoso del mondo.

In “Otherworld” tutto è possibile: si può essere ciò che si vuole attraverso un avatar che può assumere le sembianze di un uomo, di un dio o di un mostro.  Otherworld è un mondo senza regole e senza relative conseguenze. In un ambiente così, Simon, nerd riccastro, ci sguazza volentieri. Certo: niente che non abbia già provato; ma, stavolta, c’è qualcosa che rende diversa l’esperienza digitale. Otherworld rappresenta anche l’ultima opportunità a disposizione per incontrare  Kat, la sua amica del cuore, la cui vita è appesa a due esili fili: uno conduce ad una drammatica realtà, mentre l’altro porta alla dimensione virtuale di Otherworld, in cui si celano le mire del suo ideatore e della Compagnia.

RECENSIONE

Cos’è la cosa più figa che può regalarti la realtà virtuale? Essere ciò che vuoi. O meglio: essere ciò che l’immaginazione, su se stessi, riesce a partorire in termini di altezza, robustezza, avvenenza, outfit, armi a disposizione o superpoteri. Messa così sembrerebbe proprio un gioco, ma “Otherworld” ci tiene a far sapere che di “game” proprio non si tratta. Sull’ambivalenza, gioco-realtà, poggia il cuore narrativo del romanzo.

La realtà virtuale è pur sempre una realtà. Una delle tante. Un mondo parallelo con lo stesso diritto di esistere di tutti gli altri mondi. In questà ambiguità digitale si muove Simon, il giovane protagonista, ricco di famiglia, innamorato di Kat, e sprezzante nei confronti della società di cui, suo malgrado, fa parte. Benificiando di una scrittura sempre lineare, essenziale e semplice, “Otherworld” prende il lettore per mano dandogli modo di degustare gli ingredienti migliori della sue pagine: colpi di scena ben assestati e una certa dose di cyber-thrilling.

Non sempre la scelta di una scrittura molto scorrevole premia lo spessore narrativo: troppo spesso, forse per non perdere il ritmo, non si concede il dovuto spazio al pathos. Sarebbe anche corretto non caricare certi momenti con divagazioni emotive, se fossimo davvero in un gioco, ma non è così; lo dichiarano gli autori stessi nel sottotitolo: “Questo non è un gioco”; per questo, durante l’incedere della storia, si avverte una mancanza  che però, è doveroso sottilineare, viene subito colmata da un susseguirsi di eventi in avvincente modalità.

“Otherworld” si compone di importanti fonti d’ispirazione (“Ready Player One” per ambientazioni e personaggi,  “Matrix” per il concept di base e Philip K. Dick per la descrizione ambivalente della realtà) e le incanala in uno Young Adult, restituendo una lettura trascinante e piacevole interrotta da un finale, magari un po’ troppo brusco, ma che fa presagire la creazione di “altri mondi.”

Qui tutte le info riguardo al romanzo.