Mysterious Writer

Mysterious Writer #11: Emma Romero

Altro giro, altro regalo gente 😉

Devo proprio dirlo!

Leggere Distopico mi sta davvero regalando tantissimo!

Emma Romero - Garden

Sto conoscendo un sacco di autori bravissimi e scoprendo romanzi bellissimi!

Non potrei essere più felice!

Oggi l’Ospite della rubrica Mysterious Writer è Emma Romero, autrice di Garden: Il giardino alla fine del mondo, edito da Mondadori per la collana Chrysalide.

La cover è davvero bellissima e intrigante!

Ma chi si nasconde dietro lo pseudonimo di Emma Romero?

Emma ha voluto mantenere il suo segreto e noi rispettiamo la sua scelta. Ma ci ha comunque concesso di conoscerla attraverso l’intervista che ha rilasciato nel Gruppo Leggere Distopico.

Per ora vi basti sapere che Emma è un’appassionata di scrittura e musica che vive e lavora a Milano. Il suo romanzo “Garden” è stato pubblicato in Italia da Mondadori nel 2013 e in Spagna da Anaya nel 2014.

E adesso conosciamo meglio il romanzo.

TRAMA:

Il ritardo è negligenza.


La negligenza è disordine.


Il disordine è il seme della perdizione.


Maite è tra le operaie più efficienti nella fabbrica in cui lavora. In fondo non ha scelta: se commettesse un’infrazione sarebbe punita con la morte. Maite coltiva in segreto la sua passione, il canto, e sogna di raggiungere il leggendario giardino alla fine del mondo, dove si narra vivano i ribelli in completa libertà e dove pare siano sopravvissute le lucciole. Perché il suo paese è diventato una prigione fredda e spoglia. Dopo una lunga guerra, l’Italia è stata divisa in Signorie e, per impedire il ritorno al caos, le arti e le scienze sono riservate a una casta di eletti, mentre gli esclusi sono condannati a una vita di obblighi e privazioni. L’unica fonte di svago è la Cerimonia, la grande festa celebrata per l’anniversario della Rinascita. Maite ha sempre voluto esibirsi su quel palco, ma il giorno in cui potrà finalmente ottenere il suo riscatto scoprirà che, in un paese che ha ucciso ogni speranza, anche dai sogni si può desiderare di fuggire…
Un romanzo italiano dal sapore internazionale che dipinge con lucida spietatezza uno scenario più vicino di quanto possiamo immaginare.

Come vi sembra?

Interessante non trovate?

E adesso cerchiamo di carpire qualche sfumatura in più della personalità di Emma, attraverso l’intervista che le è stata fatta nel gruppo di cui vi riporto una piccola parte qui di seguito.

  • Rompiamo subito il ghiaccio con la classica domada… da cosa nasce l’idea di Garden?
    Cosa ti ha ispirato?
  • L’ispirazione è una mescolanza di suggestioni: una situazione personale, sul lavoro, in cui mi sentivo molto oppressa, e una visione non certo rosea del futuro; avevo l’impressione che stessimo andando, almeno in Europa, verso il passato (le dittature ecc) più che verso il futuro. E ho immaginato un’Europa divisa, in cui tra i vari Stati ci sono altissimi muri, come fu il Muro di Berlino. Purtroppo negli ultimi quattro anni quella che era fantasia è diventata una tematica molto attuale…
  • Qual è stata la scena che ti ha trasmesso più emozioni di tutte le altre durante la stesura?
  • Credo la scena iniziale, che infatti ho scritto praticamente di getto, in cui Maite corre per arrivare in tempo prima che chiudano i cancelli della fabbrica, e in pratica la sua migliore amica si scarifica per lei, spinge Maite oltre il cancello, scegliendo di restare fuori, pur sapendo che il ritardo è inammissibile e che verrà severamente punita. Anche questo è un dettaglio rubato alla realtà perché se si leggono i reportage su fabbriche gigantesche come la Foxxcon, dove in Cina producono gran parte dei nostri smartphone e tablet, si leggono di cose simili; anche questo tipo di Capitalismo sfrenato è diventato o potrebbe diventare questione di Stato, come capitava in passato nell’USSR. E poi, per tornare alla scena, la vita a volte è così, questione di un attimo e due persone prima unite sono divise dal destino, che le lascia impotenti, e volevo prendere quella strada con la storia, il momento in cui nonostante tutto la vita di mette in un punto dello spazio e del tempo in cui non vorresti trovarti. Mi sono molto emozionata perché davvero mi sentivo lì con Maite, in quel momento, con il misto di dolore, sollievo e senso di colpa. Spero di essere riuscita a metterlo nero su bianco.
  • Cosa ti piace della Distopia?
  • Mi piace il potere che ha di farci vedere e vivere una dimensione probabile e possibile. Ci mette in guardia. C’è un senso di paura e catarsi al tempo stesso, esci dal libro e speri che non diventi mai la tua realtà. Eppure ci sono romanzi distopici davvero profetici come 1984, che in realtà sono così radicati nella realtà. Il pericolo di controllo descritto da Orwell era ciò che lui vedeva nel 1948, gli Stati che controllano tutto… ogni volta che sono stata a Londra, osservando gli edifici del centro, ho pensato che avesse preso molta ispirazione anche dalla sua esperienza personale, aveva lavorato alla BBC, che in quanto ente statale era (e credo sia ancora) piena di burocrazia e regole.
  • Cosa pensi del panorama editoriale di oggi?
    Ci sono generi sopravvalutati? Oppure generi che meriterebbero più attenzione da parte delle Case Editrici?
  • Purtroppo da molto tempo la letteratura di genere è di per sé considerata di serie B, tendenzialmente. Questo credo sia un peccato. Il bello del panorama editoriale è che contiene al suo interno varie cose, ognuno troverà qualcosa per i propri gusti e quindi è questa complessità a renderlo vivo. Credo che in generale la fantasia sia sottovalutata, magari dimenticando che creare un mondo che prima non esisteva e renderlo credibile non è facile, è molto più facile prendere la tua vita di tutti i giorni, romanzarla e dire che te la sei inventata. Ecco, mi piacerebbe ci fosse più onestà intellettuale su questo piano ma mi rendo conto che è un discorso molto complesso.
  • Un autore esordiente in procinto di affacciarsi al mondo dell’Editoria ti scrive e ti chiede consiglio.
    Cosa gli diresti?
  • Ogni tanto mi capita che qualcuno mi scriva. Sono sempre cauta con i consigli perché dare consigli troppo vaghi può essere più dannoso che altro, se non sai ad esempio che tipo di testi scrive una persona, e non sempre ho tempo di leggerli e non mi piace promettere cose che poi magari non ho tempo di fare, perché sono stata dall’altra parte e so quanto è brutto quando magari mandi i tuoi testi a qualcuno che poi preso da mille impegni se ne dimentica anche in buona fede; però alle volte un autore non sa dove mandare i suoi racconti, quali concorsi funzionano meglio di altri, glieli segnalo volentieri, e se hanno dei dubbi sui contratti c’è lo sportello di Scrittori in Causa a cui ho dato anche una mano; è sempre importante chiedere a chi ne sa di più e siccome non sempre trovi le persone che hanno voglia di darti retta, cerco di dare risposte sensate. Poi i consigli su cosa fare con la scrittura si riducono sempre a due cose: scrivere è riscrivere, e scrivere è leggere, molte cose anche diverse, anche lontane dai propri gusti. Quando ero più giovane quest’ultimo consiglio mi sembrava insensato, ma nel tempo ho capito che è vero, serve leggere di tutto, tenersi aggiornati, esplorare. L’editoria è un grande continente.
  • Se potessi scegliere un’eroina da interpretare… chi vorresti essere?
  • Ah che bella domanda… me ne vengono in mente moltissime e soprattutto di film. La principessa Leila di Star Wars o, anche se non è proprio un’eroina, Rachel di Blade Runner.
  • E se ti chiedessi di dirmi il tuo EROE ideale?
  • C’è un personaggio che adoro ma solo nell’adattamento per il cinema, Constantine. Ma anche qui me ne vengono in mente moltissimi. C’è il protagonista di Rayuela di Cortazar, ma non so se è l’eroe ideale, sono personaggi che mi hanno tenuta occupata la mente molto e per motivi diversi.

E su Constantine vi saluto! Ciaooooooo!

Io adoro Constantine! (Ma chi non lo adora? 😉 )

Come sempre mi auguro di aver fatto cosa buona e giusta nel presentarvi questa deliziosa autrice.

Vi do appuntamento al prossimo articolo! 😉

Bye Bye

 

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