Mysterious Writer

Mysterious Writer: Arianna Rosa

Buongiorno Amici, ultimamente il nostro blog pullula di articoli. La Distopia sta facendo fuoco e fiamme 😛 ma non abituatevi, anche noi ci fermeremo per le vacanze estive 😉

Oggi recuperiamo insieme l’intervista fatta nel nostro gruppo Facebook ad Arianna Rosa, autrice di “Il potere delle parole“. Un romanzo Self che stiamo leggendo per voi, di cui avrete presto notizie.

TRAMA:

In un futuro post-apocalittico, l’umanità è riuscita a sopravvivere ai disastri naturali che l’avevano portata sull’orlo dell’estinzione, imparando dagli errori fatti e perfezionando ogni forma di tecnologia affinché sostituisse le risorse non rinnovabili del pianeta. I superstiti vivono nel rispetto totale dell’ambiente, e la Natura, a sua volta, è cambiata, si è unita di più all’uomo, sono diventati l’uno la conseguenza dell’altra. I danni recati alla Terra si riflettono più direttamente sul clima e sulla vita, scatenando le forze distruttive della Natura qualora se ne abusasse di nuovo.
Ma non è solo il clima ad aver subito dei profondi cambiamenti. All’interno di una realtà ipertecnologica, dominata da tablet e macchine autosufficienti, Audrey scopre di avere un potere legato ai vecchi libri, alla carta, a qualcosa che ormai è diventato obsoleto: tutto ciò che scrive a mano diventa reale. I genitori, entrambi scienziati in diversi campi, comprendono in fretta che un potere del genere va tenuto nascosto, lontano da occhi indiscreti, ma soprattutto al sicuro dai governi per i quali lavorano. Un’operazione che si rivelerà più difficile e complicata del previsto, poiché i suoi genitori verranno rapiti e Audrey, nell’insano tentativo di liberarli, dovrà collaborare con una società segreta, i Katari, il cui obiettivo primario è impedire ai potenti del mondo di utilizzare la straordinaria evoluzione della tecnologia per assoggettare la Natura.

Conosciamo insieme la nostra autrice attraverso la sua biografia.

Nata a Roma, classe 1989, ha studiato al liceo classico e poi si è laureata in Mediazione Linguistica e Culturale all’Università La Sapienza di Roma. Lavora part-time in una gioielleria, e tutto il resto del tempo scrivendo e lavorando ai suoi libri. Attualmente sta preparando la versione cartacea de La Trilogia del Potere e sta traducendo Il Potere delle Parole in inglese per poter espandere il suo pubblico.

Ora vi riportiamo alcune delle domande che le abbiamo rivolto, ma potete recuperare l’intervista per intero a questo link.

  • Importanza della cover?…ti affidi a qualcuno o le realizzi tu stessa?
  • La cover è vitale, è la prima cosa che vede la gente, è il primo impatto che hanno con te e con la storia, è la miccia che accende la curiosità di chi ti sta per conoscere. È quasi più importante del libro stesso le realizzo io stessa nel senso che le immagino, trovo le foto giuste per comporle e decido colori e tema generale. Tuttavia mio fratello, Luca Rosa le monta insieme e le rende lo spettacolo bellissimo che avete davanti.
  • Quando è nata la passione per la scrittura?
  • Ho cominciato a scrivere durante l’adolescenza, ma leggo da quando ho imparato a farlo gli altri bambini vedevano la tv, io leggevo i miei inseparabili Topolino! Poi, crescendo, sono passata a libri sempre più seri, fin quando, ad un certo punto, mi sono accorta che leggere le storie degli altri non era più sufficiente. Avevo troppa voglia di dire la mia.
  • Come costruisci le tue storie? Segui un metodo oppure scrivi di pancia?
  • Un mix delle due in realtà. Ovviamente prima di iniziare a scrivere imposto bene la trama, il carattere dei personaggi, i punti salienti e tutti i dettagli che sono sicura voglio inserire. Però poi, quando mi ritrovo davanti al foglio bianco, non ho uno schema preciso dei capitoli o della lunghezza. A quel punto è tutta pancia. Inizio a scrivere e le parole mi vengono da sole, in automatico. Soprattutto con i dialoghi.

Noi ci fermiamo qui, ma vi invitiamo nuovamente ad approfondire la conoscenza di questa autrice volenterosa.

Alla prossima!

Fumetti

Il mio nome è Legs Weaver!

Signore e Signori, la rubrica dedicata ai fumetti è territorio del nostro Delos Veronesi, lo so, ma spero vogliate perdonarmi se mi sono appropriata di un piccolo spazietto per parlare di colei che ho tanto amato e che continuo ad amare. La mitica e insostituibile Legs Weaver!

Ero poco più che una bambina quando conobbi Nathan Never e la mitica Agenzia Alfa (grazie a mio fratello che aveva ogni suo numero) e guardando uno di quei libricini, scoprii che era nata la serie dedica a Legs.

Legs Weaver

Legs esordisce da “solista” nel 1995, accaparrandosi il titolo di primo fumetto della Sergio Bonelli Editore interamente dedicato a una donna.

Già conosciuta dai lettori della serie Nathan Never, dove aveva fatto la sua prima comparsa nel 1991, si era distinta come protagonista anche negli albi allegati ai numeri 2, 3 e 4 della collana Nathan Never Speciale. Una sorta di prologo della serie che le è poi stata dedicata.

La serie viene pubblicata per 119 numeri dal 1995 al 2005, affiancata poi da una serie di numeri speciali annuali, Legs Weaver Speciale, pubblicati dal 1996 al 2004 per 10 numeri. Diversamente dalla serie di Nathan Never, in questa, che viene considerata una sorta di spin-off, il tono è più leggero e ironico.

Ahimè, nonostante moltissimi lettori ancora oggi ricordino con grande affetto Leg Weaver (anche chi come me ha perso tutti i numeri durante un trasloco… voglio morire!) ai tempi i dati di vendita non furono sufficienti per tenere in vita la serie.

Per questo motivo la pubblicazione venne chiusa nell’ottobre del 2005 con il n. 119.

Ovviamente Legs era troppo importante per cancellarla completamente, perciò fu reintegrata nella continuity di Nathan Never nello Speciale Nathan Never n. 16 (Il ritorno di Legs, dicembre 2006) e nel nuovo filone (maggio 2008) dedicato al personaggio chiamato La squadra fantasma, nel quale Legs e la sua agenzia vengono coinvolti da Solomon Darver nella soluzione di incarichi che l’Agenzia Alfa non può risolvere direttamente.

Da qui in avanti accadono molte cose interessanti alla nostra amica Rebbecca (vero nome di Legs), ma ecco che con il n. 245 del 2011 della serie Nathan Never, (Il giorno più lungo), Legs fa il suo rientro nella serie principale dalla quale mancava dal 2006. La sua ricomparsa figura all’interno della cosiddetta Saga della guerra dei mondi. E con la fine della saga viene reintegrata in pianta stabile nell’organico dell’Agenzia Alfa.

Ma chi è Legs Weaver?

Da dove viene la nostra fantastica amica super sexy (non si può negare) e dalle palle fumanti?

Weaver… Weaver… non vi dice nulla questo cognome?

Pensateci bene.

Non conoscete una certa Sigourney Weaver?

Impossibile non conoscere l’attrice che ha interpretato Ellen Ripley.

Notate una certa somiglianza?

Ebbene sì, il personaggio, per aspetto fisico e per la forza di carattere, è chiaramente ispirato a Ellen Ripley. E guarda un po’… le hanno pure lasciato il cognome dell’attrice statunitense.

Rebecca Lawrence Weaver, adolescenza triste e problematica dal punto di vista emotivo e salutare, dà una svolta alla sua vita iscrivendosi a un accademia militare per guardie del corpo. Ma quella che credeva essere una svolta, si rivela essere un curvone pazzesco che innescherà una serie di eventi che la trasformeranno in LEGS (come ottiene questo appellativo lo lascio scoprire a voi che DOVETE RECUPERARE QUESTA SERIE!).

Non mi dilungo oltre, ma c’è tanto ancora da scoprire su questo incredibile personaggio che personalmente ringrazio. All’epoca ero troppo piccola per rendermene conto, ma LEGS mi aveva già stregata, mostrandomi la direzione letteraria che un giorno avrebbe preso la mia fantasia.

Non mi resta che salutarvi e… ricordarvi che non ho più i miei preziosissimi numeri di Legs! Quindi se qualcuno volesse farmi un grandissimo regalo… ora sa cosa voglio 😛

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Recensioni

Recensione: “Wolf. Il giorno della vendetta” di Ryan Graudin

Buongiorno Amici Lettori.

Dopo un periodo in cui leggere sembrava un miraggio lontano, sono finalmente riuscita a terminare la lettura della serie Wolf! E dico finalmente, non perché sia stata una lettura faticosa, ma proprio perché il tempo per dedicarmici era davvero quasi inesistente.

Wolf 2

TRAMA:

È il 1956 e il mondo è in fermento: dopo decenni di dominio assoluto, Hitler è stato assassinato e la Resistenza è pronta a prendere le armi. A innescare la scintilla è stata Yael, la ragazza dagli straordinari poteri mutaforma, miracolosamente sopravvissuta al campo di concentramento. È solo grazie al suo coraggio se il Nuovo Ordine ha le ore contate. O almeno così tutti credono. Ma la verità è molto più complicata di come appare, e le conseguenze di quanto è accaduto sono devastanti. Ora Yael è in fuga in territorio nemico. Non è sola, però. Insieme a lei ci sono Luka e Felix, i due ragazzi che ha dovuto tradire per portare a termine la sua missione e che adesso vuole proteggere a ogni costo. Ed è nel bel mezzo del caos che il passato e il futuro di Yael si scontrano, obbligandola a fare i conti con i propri sentimenti. Odio e amore, vendetta e perdono. Scegliere non è facile, soprattutto quando sul piatto della bilancia ci sono da un lato il destino del mondo intero e dall’altro la vita di chi ama. Quale sarà la scelta di Yael? Vita o morte? La conclusione della saga di Ryan Graudin, iniziata con “La ragazza che sfidò il destino”.

RECENSIONE:

Questo secondo volume mi è piaciuto molto, anzi, mi è piaciuto anche più del primo. Ho trovato la storia molto più avvincente e questo anche grazie alla crescita interiore dei personaggi.

La nostra Yael continua ad affrontare i propri fantasmi e a combattere contro le invisibili catene che le impediscono di vivere, mentre Luka e Felix devono fare i conti con una parte di sé stessi che non sapevano di avere.

L’autrice ha uno stile fluido e diretto che ti entra dritto nella mente. Dico mente, perché nonostante il tema trattato, le sue parole non sono riuscite a toccarmi le corde del cuore.

Qualcosa mi ha impedito di entrare in totale sintonia con la protagonista, come se fra i suoi pensieri, le sue emozioni e me ci fosse un sottile strato di ghiaccio che impediva al calore dei sentimenti di passare.

Ho apprezzato molto l’originalità della trama e il modo in cui l’autrice ha saputo incastonare alla perfezione un elemento fantastico all’interno di un contesto reale (seppur ucronico), anche se, purtroppo, a metà libro avevo già intuito quale sarebbe stato il colpo di scena finale. Che ovviamente non vi svelerò.

A mio avviso, la serie Wolf merita di essere letta e apprezzata, anche se avrebbe potuto dare molto di più.

Alla prossima recensione 😉