I Grandi Classici, Titoli Distopici

Il futuro in bilico – Elisabetta Di Minico

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I Grandi Classici

I grandi classici #8: “Il signore delle mosche” di William Golding

22853348_1124034851060281_6517892313651399601_nEra il 1954 quando venne pubblicato “Il signore delle mosche”, opera prima di William Golding. E, guarda caso,  Il romanzo d’esordio del premio Nobel per la Letteratura 1983  è  caratterizzato da contenuti altamente distopici. Lo scrittore britannico  non aveva una grande opinione del genere umano , sosteneva infatti che “gli uomini producono il male come le api producono il miele“.  Tale concetto viene riversato in forma di racconto nel suo primo romanzo che occorrerà leggere per scoprire se ci sia ancora una flebile speranza per l’uomo.

 

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I Grandi Classici, Recensioni

I Grandi Classici #7: “Neuromante” di William Gibson

neuro1E’ il momento di  discostarci un po’ dalla distopia e fare una breve sortita in un altro ambito: il “cyberpunk”. La digressione è momentanea ma entriamo dall’ingresso principale perché il romanzo, di cui sopra, è ritenuto il manifesto del genere.  Non fu solo un  grande successo editoriale, ma anche  il primo romanzo ad aggiudicarsi tutti i maggiori riconoscimenti per le opere letterarie dedicate alla fantascienza ( il Premio Hugo, il Nebula e il Philip K. Dick) .

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I Grandi Classici

Speciale: “Kallocaina” di Karin Boye

– A cura di Riccardo Muzi –

Buongiorno!
Ma quanto sarebbe bello, amiche ed amici, iniziare la giornata in poesia? Eh, lo so (sospiro) Sarebbe meraviglioso e quasi utopico se non fossimo in una pagina dedicata al genere distopico. Ma da noi, tutto è possibile. Prendete un po’ di fiato e…

Armata, diritta e corazzata
avanzavo
ma l’armatura era di paura colata
e di vergogna.
Voglio gettar le armi,
spada e scudo.
Quella dura ostilità
Era il mio gelo.
Ho visto i semi secchi
germogliare infine.
Ho visto il verde chiaro
svilupparsi.
Potente è la gracile vita
più del ferro,
spinta dal cuore della terra
senza difesa.
La primavera albeggia nelle regioni invernali,
dove gelavo.
Voglio accogliere le forze della vita
disarmata.

Questi versi, splendidi davvero, sono stati composti dall’autrice del romanzo di cui parleremo oggi. Una poetessa-scrittrice che riuscì a ritagliarsi uno spazio tutto suo, fra gli uomini che, nella prima metà del Novecento, impreziosirono la letteratura moderna con opere distopiche.

Poesia

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I Grandi Classici

I Grandi Classici #6: “Noi” di Evgenij Ivanovič Zamjatin

noiRomanzo dalla gestazione travagliata: ancor prima della sua pubblicazione, fu messo al bando e l’autore stesso, Zamjatin,  fu costretto ad abbondare il patrio suolo e a emigrare in Inghilterra dove, nel 1924, riuscì a dare alle stampe il libro “vietato” nel paese natìo, ovvero la nascente Unione Sovietica.

Il titolo, brevissimo, in russo si scrive così: “Мы”, ed è l’equivalente, appunto, del pronome “noi”.

Poco conosciuto in Italia benchè gli sia stata attribuita, dalla critica internazionale, un’indole profetica ed altresì lungimirante.

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I Grandi Classici

I GRANDI CLASSICI #5: “Il Tallone di Ferro” di Jack London

talloneVogliamo provare la nostra macchina del tempo? ma si, dai. Compiamo un bel balzo nel passato: pronti? energiaaaa!
….
Salto effettuato con successo ed eccoci qua: un po’ scombussolati ma pronti a vedere da vicino cosa successe agli albori della distopia. Siamo nei primi anni del ‘900 e più precisamente nel 1907, anno di nascita di un’opera letteraria che da molti è considerata la prima distopia moderna: “Il tallone di ferro”.

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I Grandi Classici

I Grandi Classici #4: “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley

0MIe0RuQuando si parla di letteratura distopica si pensa subito a “1984” e al mondo immaginato da George Orwell che, da molti, è ritenuto il padre del genere. Anche il famoso scrittore inglese però, per comporre il suo capolavoro, si ispirò ad un romanzo; insomma, per individuare con più accuratezza le radici della distopia, si dovrà fare ancora qualche passo indietro rispetto alla data di nascita di “1984”.

Torniamo al 1917, quando Orwell era un giovane studente. Il nostro George, nel college a cui era iscritto, seguiva le lezioni di un insegnante che rispondeva al nome di Aldous Huxley che, quindici anni dopo nel 1932,  pubblicò “Il mondo nuovo”.

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I Grandi Classici

I Grandi Classici #3: “La svastica sul sole” di Philip K. Dick

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E’ il turno di un autore eccelso: Philip K. Dick. Chi ama la fantascienza e il genere distopico non può far altro che invaghirsi delle sue avvincenti opere animate da un continuo rimpallo tra realtà e illusione.

Con “La svastica sul sole”, lo scrittore statunitense ebbe il suo primo grande successo letterario che gli valse anche il Premio Hugo (riconoscimento per le opere di fantascienza o fantasy ).

La Storia, quella con la “s” maiuscola, attraverso il genio creativo di Dick, prende un’altra direzione, anzi, imbocca a tutta velocità una distopica autostrada: la Seconda Guerra Mondiale è finita ma i vincitori e i vinti si sono scambiati di ruolo.

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I Grandi Classici

Un po’ di… Archeo-fantascienza!

“Se ti sei mai chiesto dove vengono creati i tuoi sogni, guardati attorno, vengono creati qui!”

Georges Méliès

Francia, 1895, nasce il cinema, la settima arte vede la luce del Sole.

All’epoca erano solo piccolissimi o piccoli cortometraggi, ma già allora, come oggi il cinema si fa mezzo per raccontare l’uomo, l’umanità e la sua società, fra paura, desideri e ipotesi più o meno plausibili.

Non è un caso che fra i primi temi trattati ci sia la fantascienza, in tale genere si racchiude tutto il senso umano, tutto ciò che l’uomo immagina per il suo avvenire o cosa una scienza sempre più emancipata, poteva donare nel bene e nel male all’umanità stessa.

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I Grandi Classici

I grandi classici #2: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

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Fahrenheit 451 è un romanzo irrinunciabile per chi ha intenzione di muovere i primi passi nel nostro genere preferito… e allora, diamo fuoco alle polveri (è proprio il caso di dirlo) e non solo!

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