Mysterious Writer

Mysterious Writer: Arianna Rosa

Buongiorno Amici, ultimamente il nostro blog pullula di articoli. La Distopia sta facendo fuoco e fiamme 😛 ma non abituatevi, anche noi ci fermeremo per le vacanze estive 😉

Oggi recuperiamo insieme l’intervista fatta nel nostro gruppo Facebook ad Arianna Rosa, autrice di “Il potere delle parole“. Un romanzo Self che stiamo leggendo per voi, di cui avrete presto notizie.

TRAMA:

In un futuro post-apocalittico, l’umanità è riuscita a sopravvivere ai disastri naturali che l’avevano portata sull’orlo dell’estinzione, imparando dagli errori fatti e perfezionando ogni forma di tecnologia affinché sostituisse le risorse non rinnovabili del pianeta. I superstiti vivono nel rispetto totale dell’ambiente, e la Natura, a sua volta, è cambiata, si è unita di più all’uomo, sono diventati l’uno la conseguenza dell’altra. I danni recati alla Terra si riflettono più direttamente sul clima e sulla vita, scatenando le forze distruttive della Natura qualora se ne abusasse di nuovo.
Ma non è solo il clima ad aver subito dei profondi cambiamenti. All’interno di una realtà ipertecnologica, dominata da tablet e macchine autosufficienti, Audrey scopre di avere un potere legato ai vecchi libri, alla carta, a qualcosa che ormai è diventato obsoleto: tutto ciò che scrive a mano diventa reale. I genitori, entrambi scienziati in diversi campi, comprendono in fretta che un potere del genere va tenuto nascosto, lontano da occhi indiscreti, ma soprattutto al sicuro dai governi per i quali lavorano. Un’operazione che si rivelerà più difficile e complicata del previsto, poiché i suoi genitori verranno rapiti e Audrey, nell’insano tentativo di liberarli, dovrà collaborare con una società segreta, i Katari, il cui obiettivo primario è impedire ai potenti del mondo di utilizzare la straordinaria evoluzione della tecnologia per assoggettare la Natura.

Conosciamo insieme la nostra autrice attraverso la sua biografia.

Nata a Roma, classe 1989, ha studiato al liceo classico e poi si è laureata in Mediazione Linguistica e Culturale all’Università La Sapienza di Roma. Lavora part-time in una gioielleria, e tutto il resto del tempo scrivendo e lavorando ai suoi libri. Attualmente sta preparando la versione cartacea de La Trilogia del Potere e sta traducendo Il Potere delle Parole in inglese per poter espandere il suo pubblico.

Ora vi riportiamo alcune delle domande che le abbiamo rivolto, ma potete recuperare l’intervista per intero a questo link.

  • Importanza della cover?…ti affidi a qualcuno o le realizzi tu stessa?
  • La cover è vitale, è la prima cosa che vede la gente, è il primo impatto che hanno con te e con la storia, è la miccia che accende la curiosità di chi ti sta per conoscere. È quasi più importante del libro stesso le realizzo io stessa nel senso che le immagino, trovo le foto giuste per comporle e decido colori e tema generale. Tuttavia mio fratello, Luca Rosa le monta insieme e le rende lo spettacolo bellissimo che avete davanti.
  • Quando è nata la passione per la scrittura?
  • Ho cominciato a scrivere durante l’adolescenza, ma leggo da quando ho imparato a farlo gli altri bambini vedevano la tv, io leggevo i miei inseparabili Topolino! Poi, crescendo, sono passata a libri sempre più seri, fin quando, ad un certo punto, mi sono accorta che leggere le storie degli altri non era più sufficiente. Avevo troppa voglia di dire la mia.
  • Come costruisci le tue storie? Segui un metodo oppure scrivi di pancia?
  • Un mix delle due in realtà. Ovviamente prima di iniziare a scrivere imposto bene la trama, il carattere dei personaggi, i punti salienti e tutti i dettagli che sono sicura voglio inserire. Però poi, quando mi ritrovo davanti al foglio bianco, non ho uno schema preciso dei capitoli o della lunghezza. A quel punto è tutta pancia. Inizio a scrivere e le parole mi vengono da sole, in automatico. Soprattutto con i dialoghi.

Noi ci fermiamo qui, ma vi invitiamo nuovamente ad approfondire la conoscenza di questa autrice volenterosa.

Alla prossima!

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Mysterious Writer: Donatella Tamburini

Buongiorno Amici Distopici. Oggi vi presentiamo un’autrice che ha da poco esordito con il suo romanzo “S the Reset“. Sto parlando di Donatella Tamburini.

Donatella è nata a Genova nel 1982.

Ha frequentato il Liceo Classico A. D’Oria e si è laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova nel 2007. È specializzata in Patologia Clinica e Agopuntura cinese.

Da sempre appassionata di libri e letteratura, ha iniziato giovanissima ad avvicinarsi al mondo della scrittura, vincendo con un suo componimento, a soli 10 anni, il prestigioso Premio Speciale Fao al XXI Concorso Studentesco Nazionale sulla Fame nel Mondo.

Mamma di due bambini a tempo pieno, attualmente collabora con un blog per la realizzazione di articoli e come revisore di bozze.

Questo è il suo primo romanzo.

TRAMA:

Anno 2104. Il mondo non è più quello che conosciamo. In una società distorta post apocalittica, una terribile e misteriosa malattia ha sterminato gran parte della popolazione. I superstiti sono rinchiusi, in base alla gravità dei sintomi, in gironi delimitati da recinzioni olografiche dai quali è impossibile scappare, ridotti a Reietti. Un gruppo di scienziati forse può rappresentare l’unica speranza di salvezza per queste persone, ma dovrà scontrarsi con i fantasmi del passato di Nicholas, il protagonista, e con le bugie di un sistema che fonda le sue radici negli interessi e nell’egoismo umano e dietro al quale si nascondono le figure più impensabili…

INTERVISTA

Anche Donatella, come molti altri autori prima di lei, è stata sottoposta a un’infinità di domande da parte dei membri del nostro gruppo Facebook.

Ne riportiamo alcune per voi, ma se volete leggere l’intervista nella versione integrale vi rimandiamo qui 😉

  • Cosa comporta per una donna scrivere di Fantascienza Distopica? Romina B.
  • Ho lavorato per alcuni anni in laboratorio come specializzanda e quindi “gli strumenti del mestiere” mi erano già in qualche modo familiari. 
  • Quando e perché avete deciso di scrivere questo romanzo? Valentina M.
    (specifichiamo che la domanda è posta al plurale in quanto anche il marito di Donatella ha contribuito alla realizzazione del romanzo.)
  • L’idea ci è venuta la scorsa estate, quando abbiamo anche iniziato a lavorare alla trama, dopo che ci siamo fatti una scorpacciata di titoli distopici durante le vacanze.

Basta vi abbiamo già riportato troppo 😀

Recuperate l’intervista nel nostro gruppo e, se ancora non siete iscritti… FATELO NOW!!!

 

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Mysterious Writer: J. P. Kahlee

Buongiorno Amici Lettori ^_^

Oggi vi presentiamo un autore che abbiamo avuto il piacere di conoscere personalmente al Salone del Libro di Torino. Si tratta di J. P. Kahlee, autore del romanzo Seadevil, edito da Idea Immagina Di Essere Altro.

 

 

J.P.Khalee, classe ‘91, è nato in Sicilia ma vive e lavora a Milano nel campo della comunicazione. Da sempre è appassionato di fantasy, fantascienza e horror in tutte le loro forme, coniuga queste alla sua passione per il mare con SeaDevil, il suo romanzo d’esordio.

Rispolveriamo insieme la trama del romanzo…

Anno 2260. I mari di tutto il mondo sono diventati velenosi per il genere umano. Con il progetto “Nuova Pangea”, il governo obbliga le persone che vivono in località costiere a trasferirsi nell’Entroterra.
In una di queste cittadine, Stoneseed, abita Clay, un giovane innamorato del mare e da sempre in contrasto con la visione del governo. A seguito di alcuni tragici eventi, lui e i suoi amici sceglieranno di cambiare vita, arruolandosi in un’organizzazione militare.
Dalle loro azioni dipenderà il destino dei mari e dell’intero pianeta.

In seguito al nostro incontro gli abbiamo inviato delle domande, scopriamo insieme quali sono state le sue risposte 😉

  • Cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo legato al mare?
  • Ho sempre vissuto vicino al mare. Proprio di fronte. Quando mi sono chiesto cosa fosse la distopia per me mi sono risposto: un mondo in cui alle persone è vietato vivere vicino al mare.
  • Come hai affrontato il processo di stesura?
  • Per prima cosa ho cominciato a costruire la struttura distopica cercando di renderla credibile. Poi ho delineato i personaggi, il loro background e la timeline generale. Poi ho lasciato l’ispirazione fare il resto.
  • Quando la CE ti ha scritto dicendoti che avrebbe pubblicato il tuo lavoro cosa hai provato?
  • Ero poco sobrio quando ho letto la mail. Ricordo di essermi ripetuto “caspita, succederà davvero” un paio di volte. Poi sono andato in tachicardia.
  • La parte più faticosa di questa avventura?
  • Durante la scrittura ho dovuto/voluto studiare. Ho raccolto manuali di nautica, di apnea, ho guardato documentari sui sottomarini da guerra e ho chiesto ai miei amici biologi di aiutarmi nel wordbuilding. È stato intenso, ma divertente.
  • Come hai vissuto l’esperienza del Salone del Libro?
  • In ansia. Avevo già visto la mia casa editrice all’opera al Romics e i miei colleghi firmare i libri in tutta tranquillità. Mi ero detto “posso farcela”, poi una mia amica mi ha chiamato al telefono dicendomi “esordirai alla fiera più importante d’Italia” e io sono andato parecchio in ansia. Poi però tutto è filato liscio. Le prime dediche sono state abbastanza tremolanti.
  • Ci sono aspetti della storia che col senno di poi vorresti cambiare?
  • Non saprei dirlo adesso. Forse, tra qualche tempo, potrei ricredermi su alcune questioni.
  • Come ti vedi fra dieci anni?
  • Dolorante. Ma spero con nuove avventure da raccontare.
  • Se potessi tornare indietro nel tempo e parlare a te stesso, prima che inizi a scrivere il romanzo, cosa gli diresti?
  • Che i trattini al posto delle caporali sono una pessima idea e che le d eufoniche diventeranno il mio peggior incubo.
  • Cosa troveranno i lettori fra le pagine del tuo libro?
  • La storia di un gruppo di ragazzi che si trovano immersi in un’impresa al di sopra delle loro competenze. Spero che i lettori si divertiranno a leggere di come questa ciurma improbabile riesca a fronteggiare tutti i problemi lungo il percorso.
  • Cosa invece non troveranno?
  • Eccessivo romanticismo. Non fa per me.
  • Un genere letterario in cui non potresti mai cimentarti?
  • Penso la letteratura rosa. Se lo dovessi fare darei sfogo al mio lato trash.
  • Stai già lavorando a qualche altro progetto?
  • Ho in cantiere il secondo volume di SeaDevil, ma mi piacerebbe approcciare agli altri generi di cui leggo spesso (fantasy, urban fantasy e horror).

Cosa ne pensate di questo autore emergente?

Fatecelo sapere nei commenti 😉

Noi come sempre ringraziamo l’ospite di oggi e vi diamo appuntamento al prossimo articolo 😉

 

 

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Mysterious Writer: Angelo Calvisi

Buongiorno ^_^

Pronti a conoscere un nuovo autore del genere Distopico?

Oggi vi presentiamo Angelo Calvisi, autore di Genesi 3.0, edito da NEO Edizioni.

 

Angelo Calvisi è nato a Genova nel 1967. Nella vita ha svolto mestieri disparati: il giornalista sportivo, l’attore, il compilatore di guide turistiche, il geometra presso l’Ente Provinciale di Genova, il responsabile di un enorme negozio di dischi e, tra il 2007 e il 2015, il cooperatore sociale. Nel 2015 si è trasferito in Germania, ma nel 2017, per non perdere il senno, è tornato in Italia. Insegna materie umanistiche nelle scuole del regno e possiede un sacco di tessere per l’ingresso (a biglietto scontato) nei cinema della sua città. Nel corso del tempo ha pubblicato saggi, biografie, graphic novel e, soprattutto, molta narrativa. Lo scorso febbraio, per NEO., è uscito il suo ultimo lavoro: Genesi 3.0.

TRAMA:

Un bosco ai margini del mondo e, ai margini del bosco, un ragazzo e un uomo. Il ragazzo si chiama Simon, l’uomo è il Polacco. Vivono liberi e in attesa, perché un giorno il Polacco farà ritorno nella Capitale per compiere una misteriosa missione urbanistico/militare. Nella grande città, la vita di Simon diventa un incubo di lavoro inutile, burocrazia tumorale e sanità alienata. Il risveglio arriverà all’improvviso, sull’orlo di un riscatto mai immaginato. “Genesi 3.0” è una fiaba allucinata sui vincoli del potere e sulle storture del sangue, una satira visionaria su ciò che siamo o che potremmo diventare.

INTERVISTA

Come sempre vi riportiamo alcune delle domande che gli sono state rivolte dai membri del nostro gruppo, ma potete tranquillamente recuperare l’intera intervista qui 😉

  • Cosa porta a scrivere un distopico? Sara G.
  • Sara, ti confesso che all’etichetta distopica io non ci pensavo. Io volevo scrivere una satira, ma è fatale, anzi fatidico, che qualche critico vedesse in Genesi anche un progetto di distopia. Mi spiego meglio. Se la distopia, come da manuale, è una storia ambientata in un presente o immediato futuro fortemente indesiderabile, be’, Genesi rientra in questo genere a pieno titolo, anche nella dimensione allegorica intendo. Se Il racconto dell’ancella parla della condizione della donna che è nelle cose, nell’attualità, Genesi parla di un potere deformato e deformante che mi pare altrettanto (come dire) constatabile e verificabile dalle nostre parti, nel nostro occidente psichedelico.
  • Come avviene il processo creativo? È più un flusso di coscienza che poi riorganizzi o qualcosa di più metodico e schematizzato? Elisa R.
  • All’inizio è un flusso che non sai bene dove possa portarti. Poi il lavoro si sistematizza e quando ha le idee più chiare diventa maggiormente metodico.
  • Perché hai deciso di scrivere questa storia? Valentina L.
  • Isolamento, riflessione sulle modalità di convivenza tra gli esseri umani, satira sociale… Ecco le molle.

Noi abbiamo il suo libro fra le mani e presto lo leggeremo 😉

Alla prossima!

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Mysterious Writer: Marta Leandra Mandelli

Buongiorno Amici e ben tornati alla nostra rubrica Mysterious Writer, dove approfondiamo la conoscenza degli autori che hanno deciso di dedicare la propria arte al genere che tanto amiamo.

Oggi è il turno di Marta Leandra Mandelli, autrice di “Il Gatto & gli stivali”.

Scopriamo di cosa parla il suo romanzo e conosciamola meglio ^_^

Continue reading “Mysterious Writer: Marta Leandra Mandelli”

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Mysterious Writer: Andrea Cabassi

Buongiorno Lettori e ben ritrovati 😉

Oggi conosciamo meglio un altro autore che ha scelto la Distopia. Sto parlando di Andrea Cabassi, autore di Pelicula.

 

Ma chi è Andrea?

Andrea Cabassi, classe 1978, vive a Brescia e nel 2014 ha visto la pubblicazione del suo romanzo distopico “Pelicula”.
Questo segue la pubblicazione della sua silloge poetica “Geloso permaloso lunatico e noioso” e la raccolta di racconti “Matilde danza sulla riva”.

Su suo sito http://www.ryo.it è possibile scaricare gratuitamente gli ebook dei suoi ultimi racconti brevi, che pubblica a intervalli più o meno regolari.

Quando è in cerca di ispirazione si rivolge ai suoi quattro punti cardinali: la creatività di Ulisse, la lungimiranza di Daneel R. Olivaw, la tenacia di Jean Valjean e la versatilità di Milady de Winter.

Ora passiamo alla trama del romanzo:

In un futuro tecnologicamente non evoluto, l’umanità vive una situazione di stallo. Niente crisi, nessuna guerra, nessun problema: la gente si crede libera ed è felice, ma è manovrata da un’arma invincibile, operativa 24 ore su 24. Un’arma invisibile chiamata Pelicula. Ai margini della civiltà, un gruppo di terroristi opera per far emergere la verità, per quanto dolorosa. Rinunceresti alla tua felicità sapendo di non meritarla?

Okay, le presentazioni sono state fatte, quindi adesso ci addentriamo nel vivo dell’intervista che gli è stata fatta nel nostro Gruppo FB.

  • La trama di Pelicula da cosa nasce? Cosa ti ha ispirato?
  • Ricordo che al ritorno da un viaggio in treno decisi di scrivere un racconto sulla base di alcune idee che mi ronzavano in testa e avevo finalmente messo a fuoco. Il racconto è poi sfociato in un racconto-molto-lungo, dopo di ché capii che stavo scrivendo un romanzo.
  • Vivendo in un presente tecnologicamente in crescita, cosa ti ha spinto ad ambientare il tuo romanzo in una società non evoluta sotto questo aspetto?
  • Questo perché gli esseri umani sono fondamentalmente gli stessi da circa 300 mila anni, e nelle ultime poche migliaia hanno raggiunto un tenore di vita che – in larga scala – è praticamente costante.
    Quest’introduzione per dire che in realtà il nostro presente non è così tecnologicamente in crescita come possiamo credere, forse è solo più alla portata di tutti.
  • Quali sono i tuoi scrittori di riferimento e perché? Sergio S.
  • Spero di imparare sempre cose nuove quando entro in contatto con un mostro sacro della letteratura, comunque i primi che mi sovvengono sono Hugo, Calvino, Murakami, Vian e Dick. Cinque mi sembra un buon numero, che ne pensi?
  • Ciao Andrea. Il progresso è basato sul superamento di conflitti, ci si augura sempre in modo pacifico. Il tuo romanzo suggerisce una società piatta, senza stimoli. Quali sono le motivazioni che hai scelto per fare agire i tuoi ribelli? Romina B.
  • Non sempre un conflitto è composto da due parti in guerra. Anche l’omissione della verità può essere considerata un conflitto. Che accadrebbe se scoprissi che tutto quello che sai, tutto quello in cui credi e basi la tua vita fosse falso? Ecco che cosa fa agire i miei ribelli.

Queste sono solo alcune delle domande alle quali Andrea a risposto. Il resto dell’intervista lo trovate qui 😉

Alla prossima!

Mysterious Writer

Mysterious Writer: Federica Piera Amadori

Rieccoci qui di nuovo per farvi conoscere Federica Amadori, autrice di “Amari spicchi d’arancia“, edito da Le Mezzelane Casa Editrice. Un romanzo davvero particolare, adatto soprattutto a coloro che non temono le forti emozioni 😉

 

Federica Amadori nasce nel 1974 a Genova. Terminati gli studi superiori si iscrive al corso di Lettere e Filosofia presso l’Università di Genova, facoltà che successivamente abbandonerà per conseguire la qualifica professionale di decoratore e restauratore di affreschi e stucchi presso una scuola edile in Piemonte. Qualifica che le permetterà di lavorare in questo campo per il decennio successivo. Diventata madre ha la necessità di abbandonare un lavoro che la porta spesso fuori regione e attualmente è store manager per un’azienda di abbigliamento, ma la sua vena creativa e la passione per l’arte hanno trovato nuova linfa nella scrittura. Amari spicchi d’arancia è il suo primo romanzo.

E adesso passiamo al libro.

TRAMA:

Il romanzo narra la storia di una donna, scelta in fasce per fare da cavia in un esperimento pseudoscientifico consistente nel sottoporla, nel corso della sua vita a violenze, frustrazioni e soprusi da parte di un misterioso servizio segreto deviato. Una volta presa coscienza che la sua vita travagliata non è frutto di semplice sfortuna, la protagonista cerca di reagire e di vivere normalmente a dispetto dei suoi aguzzini, della cui esistenza e operato chiunque altro è all’oscuro. La sua vita riesce così a comprendere una storia d’amore, di crescita personale, di ribellione e infine il riscatto dal sistema degenere di cui è stata vittima, in questo aiutata da persone con cui raggiunge forte empatia e confidenza, che la sostengono nel raccogliere le prove necessarie a scardinarlo. Nel contempo, diventata madre, dovrà proteggere a caro prezzo la vita del figlio, dal quale dovrà anche staccarsi proprio per garantirgli un futuro libero dai suoi persecutori. Sullo sfondo della narrazione, la storia del Paese a partire dagli ’20 fino agli ultimi decenni del secolo scorso.

E adesso approfondiamo la conoscenza di questa bravissima autrice attraverso alcune domande che le sono state poste durante l’intervista. Qui potrete leggerle tutte 😉

  • Comincio subito a chiederti se puoi raccontarci brevemente del tuo incontro con la donna che ha ispirato questa storia.
  • Si tratta di un incontro del tutto casuale. Era il 1992.. questa signora mi si è avvicinata, ero al tavolo di un locale con delle amiche, e mi ha chiesto di ascoltarla. Inizialmente ho pensato volesse del denaro poi ho capito che aveva solo l’urgenza di raccontare la sua storia. Una storia che per anni mi sono portata dentro e che è poi diventata l’idea per questo libro..
    Quello che mi colpì fu che quella signora non aveva l’aria né della mitomane né della schizofrenica. A me sembrava credibile…
  • So che sei mamma, e da mamma so che è impossibile non temere per il futuro dei propri figli. Cosa ti spaventa maggiormente di ciò a cui potranno andare incontro nel loro domani?
  • Mi spaventa tutto se penso a loro, dagli incontri che possono fare al lavoro che dovranno trovarsi.. mi auguro solo che possano avere delle passioni e dei valori che li motivino sempre.
  • È stato difficile scriverla?…quanto ci hai lavorato? Perché hai scelto questo periodo storico? Valentina L.
  • Ho impiegato due anni a notti alterne per scrivere questo libro.. Di giorno lavoravo e non avevo tempo per scrivere. Non è stato difficile farlo, ha solo richiesto impegno. Ho scelto quel periodo storico perché è quello in cui sono nati i miei genitori e i loro racconti hanno accompagnato la mia vita.
  • Perché hai scelto questo genere? Valentina L.
  • Io racconto quello che mi colpisce. Non ho scelto un genere ma una storia.
  • Per la stesura del tuo romanzo ti sei documentata relativamente a situazioni realmente accadute? Romina B.
  • Si. Ho cercato di non tradire mai il concetto di verosimiglianza sia per l’ambientazione storica sia per gli episodi narrati.

Con il riassunto ci fermiamo qui, certi che questo breve estratto vi spingerà a recuperare il resto dell’intervista.

Ringrazio l’autrice per essere stata con noi e ovviamente vi invito a leggere il suo romanzo, che merita davvero.

Alla prossima!

Mysterious Writer

Mysterious Writer: Ilaria Pasqua.2

Buongiorno amici carissimi e ben ritrovati a Mysterious Writer.

Oggi vi riporto la recente intervista a Ilaria Pasqua, un’autrice che era già stata nostra ospite tempo fa. Dato che è da poco uscito il suo nuovo romanzo “Bomb Man” abbiamo pensato di fare un altro giro di boa 😉

Ora vi presento brevemente il romanzo.

TRAMA:

In un futuro non molto lontano, sul pianeta Terra imperversa l’ossessione delle bombe, un vero e proprio flagello per l’umanità. Julius, proprietario dell’azienda Fabric, ha fatto la sua fortuna cavalcando l’onda del terrorismo mentre il figlio Carl desidera un mondo nuovo. E sarà proprio lui a trovare una soluzione al problema: una seconda pelle artificiale che protegge le persone e le città dalle deflagrazioni. Una scoperta che sconvolgerà per sempre il modo di vivere delle future generazioni, come quella a cui appartiene lo “spilungone”, un impiegato di Fabric che assiste muto alle continue esplosioni, ormai diventate un’insostituibile e morbosa fonte di divertimento, in una realtà in cui il terrorismo non è altro, ormai, che un arido riverbero senza significato. Fino a quando non scoprirà che la seconda pelle è imperfetta e che il passato, con tutto il suo bagaglio di luci e ombre, è sempre in agguato.

E ora passiamo all’intervista. Vi riporto qui alcune domande e risposte, ma potrete recuperare il resto qui 😉

  • Come è nata l’idea di questa storia particolare?
  • Come è nata l’idea… dagli attentati terroristici che avevano colpito Bruxelles nel 2016. Mi avevano fatto una grandissima impressione e ho iniziato a domandarmi semplicemente: e se le bombe non ferissero cosa potrebbe mai succedere?
  • Ho letto la trama e immediatamente il mio pensiero si è rivolto allo Yemen, alla Siria, alle zone investite dai conflitti sparsi nelle varie parti del mondo. Mi sembra palese che tu possa esserti ispirata a queste situazioni. Come hai vissuto emotivamente la stesura del tuo romanzo? Romina B.
  • Emotivamente è stato davvero pesante, lo ammetto. Soprattutto provare a immaginare che l’essere umano le bombe le voglia… la morbosità dietro a questo desiderio. È stato faticoso mettersi nei loro panni, ci è voluta un po’ di follia.
  • Come è arrivata la tua storia a Scatole Parlanti?
  • Seguivo l’intero gruppo editoriale già da qualche tempo e così quando ho avuto qualcosa che pensavo potesse essere in linea ho deciso di inviarlo. Quindi ho semplicemente lanciato la bottiglia nel loro mare e ho incrociato le dita…
  • Ho già avuto il piacere di leggere il romanzo e, cercando di non fare spoiler, posso dire che quello che più mi ha colpito è il senso di oppressione che si percepisce in ogni pagina. Il mondo cerca emozioni nella distruzione per scappare dalla gabbia, dalla seconda pelle, con cui si isolano.
    Come mai hai voluto creare un’ambientazione di questo genere? Pensi che sia questa la strada dell’umanità? Delos V.
  • Ho una visione del mondo molto pessimista anche se non così catastrofica… ma in questa storia ho rigettato tutte le mie paure a riguardo, per esorcizzarle anche. L’oppressione che si respira è l’anima della storia, il suo motore più profondo ed è uscita fuori in maniera prorompente senza che ci avessi pensato su. Nonostante tutto continuo a coltivare speranze. Spero proprio che non sia questa la strada.

Come sempre ringraziamo l’autrice per essere stata con noi e vi invitiamo a leggere il suo romanzo 😉

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Mysteriuos Writer: Delos Veronesi

Buongiorno Amici, in questo periodo il nostro gruppo Facebook pullula di autori 😉

E l’autore che vogliamo farvi conoscere oggi è Delos Veronesi, autore di Winter e Skin,  primi due volumi della serie distopica edita da Watson Edizioni.

Continue reading “Mysteriuos Writer: Delos Veronesi”

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Mysterious Writer: Michela Monti

Buongiorno Amici Distopici!

Oggi riassumiamo per voi l’intervista che si è tenuta nel nostro gruppo la scorsa settimana e che ha visto protagonista Michela Monti, autrice della serie “83500” edita da Triskell Edizioni.

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