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Recensione: “Ancients. Il grande freddo” di Luigi Claudio Viagrande

Ciao a tutti Followers distopici!

Oggi ho il piacere di proporvi la recensione del romanzo distopico “Ancients – Il grande freddo” edito dal talentuoso Luigi Claudio Viagrande.

Luigi Viagrande - Ancients. Il grande freddo

TRAMA:

In un mondo ammalato e sofferente, un terribile virus mette in ginocchio l’umanità intera. Uno scienziato visionario, Arthur Raymond chiamato da tutti Graham, crea un complesso sistema su base elettrica he protegge gli abitanti delle città attraverso una cupola elettromagnetica che le isola dalla sua virulenza. Non tutti sono ammessi in queste metropoli futuristiche, i più sono al loro esterno e solo lavorando duramente ottengono la possibilità di accedervi. I loro corpi non solo sono esposti al virus ma anche alla violenza dei militari che li sorvegliano. Un gruppo di persone coraggiose, denominato “I Liberi”, esprime con sommosse tutta la loro disapprovazione nei confronti di questo “sistema” rivendicando  i diritti dell’uomo. In questo clima, decisamente complesso, vivono i protagonisti del romanzo, Liam e Logan, due ragazzi, amici di lunga data che lottano tenacemente per sopravvivere e che grazie alle loro doti vengono assoldati da Graham per un’importante missione che, in caso di esito positivo, salverà l’intero pianeta dalla piaga virulenta che lo affligge.

RECENSIONE:

Il romanzo mi è piaciuto molto e nonostante sia, decisamente, corposo, la sua lettura è rapida. Ciò dipende dallo stile dell’autore che è fluido e scorrevole. I personaggi sono vari e ben inseriti nel contesto narrativo. Lo scrittore li delinea bene sia dal punto di vista descrittivo nell’aspetto della fisionomia che di quello caratteriale. Minuziosa l’analisi del contesto politico- sociale del mondo e della sua visione da parte dell’autore e dell’ambiente in cui si svolgono le vicende. Ampli i concetti scientifici e tecnici, che non appesantiscono la narrazione, anzi la arricchiscono di particolari interessanti. Pochi i colpi di scena che vengono, però, inseriti in punti cruciali della narrazione sconquassando emotivamente il lettore. Un romanzo d’esordio che merita di essere letto e che nell’epilogo l’unica sua nota dolente, in quanto lascia nel lettore diversi interrogativi su argomenti cruciali sviluppati nella storia. Ciò non vuole essere una critica per le scelte ed i risvolti narrativi intrapresi dallo scrittore ma in una richiesta di un seguito. Quattro stelle su cinque!

“Liam sentì la voce di Logan impastata dalle lacrime e sentì i propri occhi farsi pesanti, bruciando per il pianto imminente.

– Sei stato più che un fratello per me. Non avevo nulla e tu mi hai dato tutto. Mi hai sempre dato tutto prendendoti cura di me, volendomi bene-

-Logan…- Liam tirò su con il naso.

-Sarei morto se non fossi stato tu. Sarei stato un cadavere anonimo in un capanno di aeroporto. Tu mi hai ridato la vita… ed è per questo che non posso lasciarti andare.-

Poi avvenne tutto troppo rapidamente perché Liam  potesse reagire. Logan allungò le mani verso i tubi dell’ossigeno, lì dove si immettevano nel casco di Liam. Tirò con forza e li staccò. Liam privato dell’ossigeno vitale, strabuzzò gli occhi e cercò di reagire, ma Logan, ancora stretto nell’abbraccio, ruotò su se stesso e spinse l’amico verso la navetta. Lui barcollò e cadde all’indietro. “

Tutte le info riguardo al libro e all’autore le trovate qui!

 

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Recensione: ” Naila di Mondo9″ di Dario Tonani

Ed eccomi qui, alla fine di un altro viaggio che porta il nome di Naila di Mondo9.

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TRAMA:

Mondo9 è un pianeta desertico, letale, una sconfinata distesa di sabbie velenose. Nel corso dell’evoluzione i suoi abitanti si sono applicati a una sola arte, la meccanica, rendendolo il regno delle macchine, del metallo e della ruggine. Titanici veicoli a ruote, grandi come bastimenti e dotati di una loro forma di vita cosciente, solcano i deserti tra una città e l’altra mentre un Morbo letale infetta gli esseri umani trasformandoli in rottami. In questo mondo vive Naila; anche lei solca l’oceano di sabbia con la sua Syraqq, una vecchia baleniera convertita a cargo, seguendo le rotte delle megattere alla ricerca della Grande Onda. Una leggenda secondo alcuni. Una superstizione. Persino un’eresia. Per Naila, l’ossessione di una vita, il sogno, l’unica via per restituire a Mondo9 un futuro di pace.

RECENSIONE:

Immergendovi nelle pagine di questo romanzo, sappiate che state mettendo piede in un’altra dimensione con delle regole ben precise.

Non avrete tempo per le distrazioni. Dovrete cavalcare le parole senza indugio e lasciarvi trasportare dalla storia.

Il mondo creato da questa penna eccezionale non ha eguali. Ed è proprio questa originalità che mi ha conquistato. Navigando in questo mare di sabbia si percepiscono le centinaia di storie che ogni granello potrebbe raccontare.

I miei complimenti all’autore per il modo in cui ha saputo intrecciare le diverse vicende, utilizzando un evento per spiegarne un altro completamente diverso. Davvero affascinante.

Dario Tonani ha uno stile elegante, raffinato e tagliente.

La sua protagonista ha una determinazione di ferro (per restare in tema “metallo”) 😉 , ma anche un cuore caldo e passionale.

Una trama ricca di sfumature, in grado di suscitare nel lettore emozioni differenti fra loro.

Sono felice di aver letto questo romanzo e di aver avuto la possibilità di conoscere personalmente l’autore, al quale rinnovo i miei complimenti e i migliori auguri per i progetti a venire.

Cari Distopici, non mi resta che consigliarvi vivamente questa lettura, augurandovi una piacevole navigazione 😉

 

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Recensione: “Imperfetti” di Luigi Ballerini

Buongiorno Amici Distopici!

Avete passato bene queste vacanze di fine anno?

Eccoci qui di nuovo con voi per iniziare un 2019 super carico!

Iniziamo con una bella recensione 😉

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TRAMA:

Anno Settantadue dalla Fondazione del Sistema. L’ingegneria genetica divide la società in due rigide classi: i Perfetti, programmati per l’eccellenza, e gli imperfetti, nati da donna e destinati ai lavori più umili. È il momento che tutti attendono: sta per cominciare il GST, il grande talent show che decreterà il migliore tra i Perfetti di tutto il Sistema. Tre ragazzi sono fra i concorrenti selezionati: Eira P, bella e spavalda, è abituata a essere la prima in tutto; Maat P, ironico e diffidente, deve dimostrarsi all’altezza delle ambizioni del padre; Adon P, calmo e determinato, non può accettare niente di meno della vittoria. Il successo è un destino scritto nei loro geni. Eppure, ciascuno di loro nasconde un segreto inconfessabile. Insieme scopriranno qual è il vero prezzo della perfezione e quanto costa il richiamo della libertà. Età di lettura: da 11 anni.

RECENSIONE:

Dunque, premettendo che il romanzo è scritto veramente bene e che si legge velocemente, ahimè sono rimasta un po’ delusa dal contenuto.

Personalmente non amo particolarmente i reality in TV, anche perché poi bisogna vedere quanto c’è di reality, quindi l’ambientazione non mi ha fatto impazzire.

Carina l’idea di queste generazioni perfette e buono il messaggio racchiuso nel testo riguardante la discriminazione di chi perfetto non lo è, però… la storia l’ho trovata piatta e fin troppo leggera viste le tematiche affrontate.

Gli eventi si sono susseguiti in tempi troppo brevi che, a mio avviso non permettono al lettore di andare oltre lo strato superficiale della storia. Sì, si crea una leggera affinità con i personaggi, ma proprio leggera.

Mi è capitato di leggere romanzi in cui tutto avveniva in due giorni o poco più, ma le dinamiche veniva descritte in modo tale da non risultare così… così… “pic indolor”, ecco.

Quindi, la mia impressione su questo romanzo è positiva per quanto riguarda la scrittura, ma non per il contenuto che ho trovato “poroso”. Se fosse stato riempito maggiormente sarebbe stato un buon Distopico.

Tutte le info riguardo al romanzo le trovate qui 😉

Alla prossima 😉

 

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Recensione: “I ditteri” di Marco Visentin

copertina_i_ditteri_licosiaE se le mosche avessero facoltà telepatiche? E se queste facoltà venissero trasferite al genere umano, cosa accadrebbe? I ditteri  (Licosia Edizioni), di Marco Visentin, risponde a queste domande attraverso le vicende di un’entomologa che si muove all’interno di un mondo distopico, dove apparenza e realtà raramente coincidono.

Seppur I ditteri sia un romanzo che trae una forte ispirazione dai classici della letteratura distopica, se ne discosta in modo originale  introducendo un elemento innovativo nella trama. Il libro di Visentin non prevede un personaggio che si ribella alla terribile realtà circostante o che, grazie all’intervento di qualcosa o di qualcuno, ad un certo punto, si ravvede e decide di far parte di gruppi sovversivi.  Al contrario, I ditteri racconta la quotidianità di una ricercatrice immersa in un futuro alienante. La protagonista, Silvia K.,  sostanzialmente accetta la società in cui vive malgrado le individualità siano represse, i governi nazionali siano soppiantati da elitè finanaziarie e la realtà virtuale, da semplice gioco si sia trasformata in una necessaria via di fuga per riuscire a sopravvivere.

L’autore riesce a descrivere l’evoluzione degli eventi con una struttura narrativa ragionata, efficace e ritmata. Avvalendosi di diverse modalità espressive il racconto si fa estremamente eclettico: dal linguaggio epistolare si passa al quello del videogioco, dalla prima si passa alla terza persona, fino a momenti che rimandano a vere e proprie sequenze filmiche.

I vari stili narrativi sono ben amalgamati, restituendo al lettore delle immagini altamente vivide che, a nostro avviso, possono confluire come approdo naturale nella settima arte.

“I ditteri” lascia in dono al lettore una grande la riflessione sulle asperità del mondo contemporaneo e sull’esistenza umana costretta fra l’apparire e l’essere; un regalo che può provocare anche affascinanti momenti di smarrimento forse perché, alla fine, siamo semplicemente e tragicamente, ciò che appariamo.

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Recensione: “Grotesquerie” di Emanuela Valentini

Buongiorno, ed eccoci arrivati a una nuova recensione!

Il libro di cui voglio parlarvi oggi ha una cover davvero bellissima. Si tratta di Grotesquerie, scritto da Emanuela Valentini e pubblicato da DANA.

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TRAMA:

Questo è un libro pieno di cose che non dovrebbero accadere. Un’adolescente muta non dovrebbe essere costretta a lavorare in un circo; una ragazza intrepida e generosa non dovrebbe essere ridotta in schiavitù nelle viscere di una prigione orrenda; un ragazzo che si affida alla poesia non dovrebbe essere ostaggio di sudici poteri. In Europa la pace è effimera, il 1900 è percorso da segnali di guerra e da un sentimento di ribellione che attraversa la Francia: dai cunicoli di una prigione sotterranea alle mura dei palazzi del potere; la rivoluzione cresce tra la polvere e la cipria di un circo, dentro le pagine dei libri, intorno a grandi macchine, alla guida di sciami di insetti. Emanuela Valentini torna al romanzo con un’avventura steampunk distopica, che contrappone ricchi e poveri, belli e ribelli. Al centro di tutto il circo di Madame Grotesque e la sua nuova attrazione, Priscilla: una ragazza in grado di muovere intorno a sé piccoli animali e grandi sentimenti.

RECENSIONE:

Non dilunghiamoci troppo e arriviamo subito al dunque.

Questo libro è bellissimo!

Un’ambientazione pazzesca e piena di TUTTO. Personaggi incredibili e credibili al tempo stesso.

L’autrice ci prende per mano e ci conduce oltre il sipario per assistere alla realizzazione di una storia dalla trama abilmente intrecciata che dà vita a un romanzo mai letto.

Mi è piaciuto il modo in cui ha descritto i personaggi, fra l’altro davvero azzeccati, che in questa rocambolesca storia si sono incontrati e scontrati fra loro seguendo il disegno di un destino già scritto nelle stelle.

Uno stile accattivante e coinvolgente, in grado di suscitare nel lettore il giusto livello di curiosità per indurlo a leggere fino a notte fonda.

I miei complimenti cara Emanuela, una storia davvero imperdibile che ci ricorda che la bellezza risiede nelle azioni e non nell’aspetto.

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Recensione: “Ready Player One” di Ernest Cline

ready-player-one-maxw-6442045. La terra è diventato un posto insalubre e sovrappopolato in cui la povertà è diffusa e le risorse energetiche scarseggiano. Ad una realtà così tragicamente desolante l’umanità risponde rifugiandosi nella realtà virtuale. L’accesso principale all’alternativo mondo digitale  è offerto dal genio di  James Halliday, programmatore informatico e inventore di OASIS, un universo virtuale con accesso gratuito mediante visori e guanti aptici.

Attraverso il proprio avatar, su OASIS, si può fare di tutto: praticare sport, giocare, andare a scuola, viaggiare e anche guadagnare qualche soldo, ovviamente, virtuale. Quando Halliday muore lascia il suo immenso patrimonio a colui che sarà in grado di risolvere alcuni enigmi e superare un certo numero di  giochi disseminati su Oasis. Nasce così la figura del Gunter (da egg hunter), con la quale si indentificano milioni di persone lanciante alla ricerca dell’inestimabile ricchezza.  Wade Owen Watts, giovane nerd di Oklahoma City, è uno di loro ma ha un’arma in più: conosce, quasi alla perfezione, le vere passioni giovanili di Halliday legate indissolubilmente al mondo degli anni ’80.

Ready Player One mantiene fede alla omonima scritta che si staglia sullo schermo dei videogiochi subito dopo aver soddisfatto la richiesta: “insert coin”. Il romanzo entra subito in azione già dalle prima pagine,  immergendo il lettore/giocatore nelle spire avvolgenti delle sue vicende: il tessuto narrativo si evolve facendosi sempre più trascinante, ricalcando il progressivo passaggio di livelli tipico dei videogiochi. ready-player-one_notiziaCon una scrittura assai spigliata ed efficace e con ambientazioni tipiche della cultura anni ’80, Ready Player One racconta una futuristica ricerca dell’isola del tesoro, in cui la mappa è tanto dettagliata quanto più si conosca la storia del creatore dell’isola; in questo caso, James Halliday.

Per chi ha vissuto gli ‘80 sarà un tuffo nel passato con un carpiato nel futuro, mentre per chi quegli anni li ha solo intravisti, avrà a che fare con un nuovo oggetto di culto. Ernest Cline, l’autore, è nato nel 1972; la sua adolescenza è stata fatta di Space Invaders, robottoni giapponesiram da 64 kb e film mitici. Uno scibile nerd che, riversato abilmente nelle pagine del romanzo, ha contribuito senza dubbio al suo successo. Sapiente anche il bilanciamento fra passato e futuro, fra vintage e progresso tecnologico, fra vita vissuta e realtà virtuale: un mood letterario e cinematografico che sembra avere preso piede negli ultimi anni e di cui Ready Player One ne è, a pieno titolo, il portabandiera.

 

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Recensione: “Radice” di Liliana Marchesi

Ciao a tutti!!! Approfittando dell’offerta su Amazon, ho avuto il piacere di leggere il primo volume della saga R.I.G, “Radice“, che, come sapete è stata scritta dal nostro capitano, Liliana Marchesi. Vi posso anticipare che è stata un’ulteriore conferma sulle capacità creative del nostro “boss”, avendo già letto in precedenza altri suoi lavori. Ma bando alle ciance, ora vi lascio la mia recensione.

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A New York, come nel resto del mondo, criminalità, violenza e devianza sono state debellate definitivamente, grazie all’organizzazione governativa del MIND, che con l’intervento dell’ ARM, composto da soldati scelti, è in grado di mantenere l’ordine e stabilità. In questo clima, vive Kendall Green, una giovane cameriera che ha da poco perso la confortevole vicinanza della madre. Ma l’esistenza della ragazza è destinata a cambiare radicalmente, quando, nel Greenwood Cafè (il ristorante nel quale lavora), fa il suo ingresso un ragazzo misterioso e si scontra con una donna che necessita di cure in quanto in procinto di partorire. Sono questi incontri che renderanno consapevole Kendall, di cosa in realtà sia il MIND e del perché tutti i bambini muoiono a poche ore dalla nascita.

Primo romanzo della saga composta complessivamente da tre volumi e uno spin off che leggo, Giudizio assolutamente positivo su tutti gli aspetti principali  che costituiscono il romanzo. Lo stile dell’autrice è fluido, i colpi di scena non mancano e inchiodano entrambi, il lettore, che preso da un’irrefrenabile curiosità divora voracemente il romanzo. I personaggi son ben descritti e strutturati. Permettono al lettore un ottimo coinvolgimento emotivo, scaturendo una miriade di sensazioni che evolvono e in certi casi mutano, in corso di lettura. Ben curate le ambientazioni che non ridondano ma sono collocate strategicamente in corso narrativo come i colpi di scena che non mancano e stupiscono il lettore. Nel libro, sono inoltre presenti spunti innovativi veramente interessanti e elaborati che denotano una grande creatività da parte dell’autrice che sa creare contesti e realtà molto ghiotte e accattivanti. Quindi, non mi resta che dirvi di leggere assolutamente questa saga. Una storia unica e incredibile che accompagna il lettore in un viaggio straordinario. Quattro stelle e mezzo!!!

“Trev mi aveva detto che attraverso quell’ Azione Diversiva avrei scoperto qualcosa di più su ciò che facevano gli Orfani, sulle diversità che mi separavano da loro e sui limiti imposti dall’assenza della Radice, magari desiderando di riuscire a superarli.

Ebbene…aveva ragione

Ora  sapevo per cosa si battevano.

Ora avevo capito cosa mi era stato sottratto insieme alla Radice.

Ora…vedevo chiaramente cosa desideravo che mi venisse restituito.

La libertà”

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“Ciò che ci rende unici è la libertà di essere noi stessi.

Se ci tolgono questo…è come se ci condannassero a vivere nell’ombra della morte”