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Recensione: “The Mist” di Stephen King

Buongiorno Amici, eccoci di nuovo qui per l’appuntamento speciale con le edizioni Pickwick dedicate a Stephen King, il RE!

Oggi voglio parlarvi di THE MIST!

Ecco la nostra PICK-Recensione 😉

Stephen King - The Mist

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Recensione: “Il futuro in bilico” di Elisabetta Di Minico

linee-meltemi-minico-futuro-bilicoÈ possibile leggere la storia contemporanea attraverso le offuscate lenti della distopia? Non solo è possibile ma, in alcuni casi, potrebbe anche essere necessario. L’esigenza nasce nel momento in cui l’attualità suggerisce l’avvento di un futuro cupo con il quale avevamo già avuto modo di confrontarci attraverso un romanzo, un film o un fumetto.

“Il futuro in bilico”, il saggio di Elisabetta Di Minico, muove le sue riflessioni scegliendo  la distopia (nelle sue declinazioni artistiche) come punto di partenza, per giungere in seguito ad un’analisi più stringente sull’evoluzione del potere e del controllo delle masse, negli ultimi 150 anni.

Il percorso è molto interessante e costruttivo: competenza nella materia e piglio critico, accolgono il lettore con una ragionata serie di citazioni e disamine di romanzi, film e fumetti accomunati dalla caratteristica dell’ambientazione nel “cattivo luogo”. Una parte iniziale che rappresenta anche un prezioso tesoretto per chi, amante del genere, è alla continua ricerca di nuove letture o nuove visioni. Fa da prosieguo, un notevole upgrade: la Di Minico dismette i panni dell’appassionata e volge lo sguardo, fortemente analitico, verso la contemporaneità iniziando a misurare quanto, il recente passato e il presente, siano distanti dalla distopia. I risultati di questa particolare rilevazione sono affascinanti e inquietanti allo stesso tempo: la gestione del potere, nelle sue forme più inique, quanto in quelle apparentemente più somiglianti alla democrazia, ha molto spesso (sempre?) un evidente fattore distopico. E malgrado i regimi dittatoriali siano palesemente i più violenti e repressivi, i “poteri suadenti” appaiono fra i più pericolosi perché si avvalgono di un invisibile e strisciante controllo massivo dei cittadini.

La gestione utilitaristica dei media, la disinformazione, il linguaggio accattivante, la continua identificazione del capro espiatorio con il “diverso”, sono gli elementi che più avvicinano molti (troppi) governi attuali al mondo della distopia. Possibile uscirne indenni?Attualmente non siamo in grado di dare un risposta, in quanto attiene al fluire degli eventi prossimi futuri; intanto, però, non sarebbe male leggere “Il futuro in bilico”, testo che non pretende di dare risposte ma fornisce valide indicazioni per far sì che la distopia attenga più ad un genere letterario che alla realtà di tutti i giorni.

Qui maggiori info sul libro.

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Recensione: “Zetafobia” di Gualtiero Ferrari

Buongiornissimo cari amici distopici!!!

Come butta?

Questa settimana all’interno del gruppo FB il nostro boss, Liliana Marchesi, insieme a tutti gli altri fantastici membri del nostro staff, vi stanno parlando di #MinacceDistopiche e, proprio per questo motivo ho deciso di proponendovi la recensione del romanzo “Zetafobia” del bravissimo Gualtiero Ferrari che avevamo ospitato poco tempo fa.

Gualtiero Ferrari - Zetafobia

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OTHERWORLD di Jason Segel e Kirsten Miller

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In un futuro che è dietro l’angolo,  Simon e altri 1999 fortunati sono stati selezionati dalla “Compagnia” del multimiliardario Milo Yolkin per testare la versione nuova di zecca di “Otherworld”, il gioco di ruolo online più famoso del mondo.

In “Otherworld” tutto è possibile: si può essere ciò che si vuole attraverso un avatar che può assumere le sembianze di un uomo, di un dio o di un mostro.  Otherworld è un mondo senza regole e senza relative conseguenze. In un ambiente così, Simon, nerd riccastro, ci sguazza volentieri. Certo: niente che non abbia già provato; ma, stavolta, c’è qualcosa che rende diversa l’esperienza digitale. Otherworld rappresenta anche l’ultima opportunità a disposizione per incontrare  Kat, la sua amica del cuore, la cui vita è appesa a due esili fili: uno conduce ad una drammatica realtà, mentre l’altro porta alla dimensione virtuale di Otherworld, in cui si celano le mire del suo ideatore e della Compagnia.

RECENSIONE

Cos’è la cosa più figa che può regalarti la realtà virtuale? Essere ciò che vuoi. O meglio: essere ciò che l’immaginazione, su se stessi, riesce a partorire in termini di altezza, robustezza, avvenenza, outfit, armi a disposizione o superpoteri. Messa così sembrerebbe proprio un gioco, ma “Otherworld” ci tiene a far sapere che di “game” proprio non si tratta. Sull’ambivalenza, gioco-realtà, poggia il cuore narrativo del romanzo.

La realtà virtuale è pur sempre una realtà. Una delle tante. Un mondo parallelo con lo stesso diritto di esistere di tutti gli altri mondi. In questà ambiguità digitale si muove Simon, il giovane protagonista, ricco di famiglia, innamorato di Kat, e sprezzante nei confronti della società di cui, suo malgrado, fa parte. Benificiando di una scrittura sempre lineare, essenziale e semplice, “Otherworld” prende il lettore per mano dandogli modo di degustare gli ingredienti migliori della sue pagine: colpi di scena ben assestati e una certa dose di cyber-thrilling.

Non sempre la scelta di una scrittura molto scorrevole premia lo spessore narrativo: troppo spesso, forse per non perdere il ritmo, non si concede il dovuto spazio al pathos. Sarebbe anche corretto non caricare certi momenti con divagazioni emotive, se fossimo davvero in un gioco, ma non è così; lo dichiarano gli autori stessi nel sottotitolo: “Questo non è un gioco”; per questo, durante l’incedere della storia, si avverte una mancanza  che però, è doveroso sottilineare, viene subito colmata da un susseguirsi di eventi in avvincente modalità.

“Otherworld” si compone di importanti fonti d’ispirazione (“Ready Player One” per ambientazioni e personaggi,  “Matrix” per il concept di base e Philip K. Dick per la descrizione ambivalente della realtà) e le incanala in uno Young Adult, restituendo una lettura trascinante e piacevole interrotta da un finale, magari un po’ troppo brusco, ma che fa presagire la creazione di “altri mondi.”

Qui tutte le info riguardo al romanzo.

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Recensione: “Minecraft. Lo scontro” di Tracey Baptiste

Buongiorno Distopic People 😉

Oggi voglio parlarvi del libro che ho terminato di leggere proprio ieri. Si tratta di “Minecraft. Lo scontro” di Tracey Baptiste, edito dalla Mondadori.

Questo romanzo, anche se scritto da un’autrice diversa, è legato a “Minecraft. L’isola” un romanzo che ho già letto e recensito per voi qui.

Tracey Baptiste - Minecraft. Lo scontro

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Recensione: “The Body” di Stephen King

Buongiorno Amici, oggi vi proponiamo la recensione di un romanzo che non è distopico, ma che è stato scritto da un autore che di Distopia ha parlato spesso.

Il grande Stephen King.

Poco tempo fa sono usciti dei suoi racconti in edizione speciale Pickwick e noi uno alla volta abbiamo deciso di presentarveli.

Stephen King - The Body

Il primo romanzo che ho scelto è “The Body“, una storia bellissima che molti di voi conosceranno grazie al film Stan By Me.

Partiamo come sempre dalla TRAMA:

Alla fine dell’estate, Gordie e i suoi tre migliori amici, spinti dalla voglia di avventura, vanno alla ricerca del cadavere di un loro coetaneo scomparso. Motivati dal desiderio – ognuno per una ragione diversa – di riscattarsi e diventare degli eroi, si mettono in cammino lungo i binari della ferrovia. Dovranno superare momenti di fatica, paura e mille ostacoli, fra cui anche quello di doversi scontrare con i bulli, e scopriranno che i mostri non si nascondono dentro gli armadi, ma nel cuore delle persone. Questo racconto è già comparso in traduzione italiana con il titolo “Il corpo (Stand by me)” nella raccolta “Stagioni diverse”.

RECENSIONE:

Questo romanzo parla di amicizia, coraggio, forza, desiderio di riscatto e onore.

Queste sono le ragioni che spingono i protagonisti ad avventurarsi lungo un cammino che non potrebbe essere più lontano dalla loro quotidianità.

Ma King ci insegna che è proprio quando lasciamo la strada che dovremmo percorrere che troviamo noi stessi.

L’aspetto che ho apprezzato maggiormente di questo romanzo è stato sicuramente il modo in cui l’autore ha descritto i personaggi. La sua capacità di renderli vivi come fossero seduti accanto a noi è incredibile.

Una storia dura, triste, ma con risvolti degni della penna che li ha scritti.

Una lettura sicuramente consigliata, che alla fine vi lascerà una scia di malinconia nel cuore.

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Recensione: “Flawed. Il momento della scelta” di Cecelia Ahern

Buongiorno Amici e buon inizio settimana 😉

Qualche giorno fa vi abbiamo presentato il Review Party che abbiamo organizzato insieme alla DeA, ebbene, oggi è il nostro turno per parlarvi dell’ultimo romanzo di Cecelia Ahern, il capitolo conclusivo di una duologia Distopica davvero emozionante: FLAWED. Il momento della scelta.

Banner Flawed

Prima di lasciarvi il nostro umile parere, vi invitiamo a leggere la nostra recensione al primo volume della serie qui.

E adesso passiamo al romanzo che abbiamo appena terminato di leggere 😉

Flawed2 - Francobollo

TRAMA:

 

Celestine è in fuga. Fino a poche settimane fa era una delle ragazze più in vista della città: aveva una famiglia che la amava, un fidanzato meraviglioso e un destino invidiabile. Ora la sua esistenza si è trasformata in un interminabile incubo. La sua vita dorata non esiste più. Celestine è finita in cima alla lista dei ricercati della Gilda. È il nemico Numero Uno. Lei infatti è l’unica a possedere le prove che potrebbero distruggere per sempre il sistema che stabilisce chi è perfetto e chi Fallato. Chi merita un futuro e chi no. Perfino il giudice Crevan, capo del tribunale che l’ha condannata, è al suo inseguimento. L’uomo crede di poter facilmente mettere alle strette una come Celestine,

una ragazza che ha perso tutto: famiglia, fidanzato, amici. Ma si sbaglia. Il tenebroso Carrick non l’ha abbandonata e anzi è più determinato che mai a sostenerla, qualunque sia la scelta di Celestine. Perché adesso a decidere sarà lei. Scappare e mettersi in salvo, o rischiare tutto, tornare nella tana del leone e demolire il sistema dall’interno?

RECENSIONE:

Se il primo romanzo di questa serie mi era piaciuto, questo mi ha stregato. Lo stile dell’autrice si rivela ancora una volta essere impeccabile e coinvolgente. La storia è appassionante e non lascia spazio alla noia.

Io solitamente riesco sempre a intuire dove andrà a parare la trama, ma con questa duologia ho finalmente trovato pane per i miei denti. Nulla è scontato o prevedibile. E ogni piega presa dalla storia non è mai banale.

Ho trovato la protagonista molto credibile e vicina. Chiunque di noi potrebbe essere Celestine North. Ho amato le sue insicurezze, ma soprattutto la sua determinazione nel portare avanti un messaggio che tutti noi dovremmo scolpirci nel cuore.

Non servono guerre o rivoluzioni sanguinarie per cambiare il mondo. Basta semplicemente fare la cosa giusta.

“C’è la persona che pensi dovresti essere, e poi c’è quella che sei veramente. Io non so bene chi dovrei essere, ma adesso so chi sono veramente.”

Ci sono romanzi Distopici che meritano di essere letti perché capaci di farci aprire gli occhi sul nostro presente. Questo è uno di quei romanzi.

Leggete questa storia Amici miei, non ve ne pentirete. 😉