Pop-Corn Day, Titoli Distopici

Sei ancora qui – Daniel Waters

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Recensioni

Recensione: “Il futuro in bilico” di Elisabetta Di Minico

linee-meltemi-minico-futuro-bilicoÈ possibile leggere la storia contemporanea attraverso le offuscate lenti della distopia? Non solo è possibile ma, in alcuni casi, potrebbe anche essere necessario. L’esigenza nasce nel momento in cui l’attualità suggerisce l’avvento di un futuro cupo con il quale avevamo già avuto modo di confrontarci attraverso un romanzo, un film o un fumetto.

“Il futuro in bilico”, il saggio di Elisabetta Di Minico, muove le sue riflessioni scegliendo  la distopia (nelle sue declinazioni artistiche) come punto di partenza, per giungere in seguito ad un’analisi più stringente sull’evoluzione del potere e del controllo delle masse, negli ultimi 150 anni.

Il percorso è molto interessante e costruttivo: competenza nella materia e piglio critico, accolgono il lettore con una ragionata serie di citazioni e disamine di romanzi, film e fumetti accomunati dalla caratteristica dell’ambientazione nel “cattivo luogo”. Una parte iniziale che rappresenta anche un prezioso tesoretto per chi, amante del genere, è alla continua ricerca di nuove letture o nuove visioni. Fa da prosieguo, un notevole upgrade: la Di Minico dismette i panni dell’appassionata e volge lo sguardo, fortemente analitico, verso la contemporaneità iniziando a misurare quanto, il recente passato e il presente, siano distanti dalla distopia. I risultati di questa particolare rilevazione sono affascinanti e inquietanti allo stesso tempo: la gestione del potere, nelle sue forme più inique, quanto in quelle apparentemente più somiglianti alla democrazia, ha molto spesso (sempre?) un evidente fattore distopico. E malgrado i regimi dittatoriali siano palesemente i più violenti e repressivi, i “poteri suadenti” appaiono fra i più pericolosi perché si avvalgono di un invisibile e strisciante controllo massivo dei cittadini.

La gestione utilitaristica dei media, la disinformazione, il linguaggio accattivante, la continua identificazione del capro espiatorio con il “diverso”, sono gli elementi che più avvicinano molti (troppi) governi attuali al mondo della distopia. Possibile uscirne indenni?Attualmente non siamo in grado di dare un risposta, in quanto attiene al fluire degli eventi prossimi futuri; intanto, però, non sarebbe male leggere “Il futuro in bilico”, testo che non pretende di dare risposte ma fornisce valide indicazioni per far sì che la distopia attenga più ad un genere letterario che alla realtà di tutti i giorni.

Qui maggiori info sul libro.

Pop-Corn Day, Recensioni

Fahrenheit 451 – Remake

Buongiorno Distopici!

Come procedono le vostre vacanze?

Noi ci stiamo rilassando per bene, ma ci stiamo anche preparando al rientro ^_^

A Settembre torneremo attivi su tutti fronti, ma per ora volevamo farvi sapere la nostra, anzi mia, opinione sul Remake di “Fahrenheit 451”.

Fahrenheit 451 - locandina

Trattasi del remake della trasposizione cinematografica di un grande classico del genere che amiamo tanto.

Per approfondire la conoscenza del romanzo vi rimandiamo allo speciale scritto dal nostro Riccardo Muzi 😉

Fahrenheit451B

Il primo film venne realizzato nel 1966 a cura del regista francese Francois Truffaut. Ammetto di non aver visto questa perla, datata ma pur sempre perla, ma credo che la maggior parte di voi saranno d’accordo con me nell’affermare il rifacimento della HBO non ha soddisfatto le aspettative.

Personalmente ho trovato questo film un po’ vuoto. Solitamente quando esprimo la mia opinione su un film o un libro che non ho apprezzato cerco di sottolineare almeno una nota positiva. Questa volta ahimè non lo posso fare.

Nulla. Non mi è piaciuto nulla.

Dalla realizzazione della pellicola allo svolgimento dei fatti, dall’interpretazione dei personaggi alla superficialità con cui è stata riportata la trama del libro. Nulla. Questo film non mi ha lasciato nulla.

Quindi, non dico che vi sconsiglio la visione di questa pellicola, ma se doveste guardarla e non amarla come è successo a me, buttatevi sul libro che è sicuramente meglio!

Per oggi è tutto cari!

E per restare in tema, torno a bruciare nel calore afoso di questo Agosto interminabile!

Aspettate!

Ho trovato una cosa bellissima che riguarda questo film!!!

Il brevissimo trailer di presentazione 🙂

 

Pop-Corn Day

The end? L’inferno fuori

Trama

Roma. Un giovane e cinico uomo d’affari cerca di andare in ufficio ma il traffico lo rallenta. Una volta arrivato rimane imprigionato in un ascensore guasto. Mentre cerca di uscirne fuori la città eterna si avvia verso il caos. Attacco terroristico? Pazzia collettiva? Forse. Ma l’ipotesi Più probabile è che una strana malattia infettiva abbia contagiato i cittadini della capitale.

MiniRece

Se sei di Roma e ami l’horror, non puoi non essere irrimediabilmente attratto da questo film. Ma, con uno zombie movie italiano, parti con un quantitativo di pregiudizi che la metà bastano. Alla fine gli do un 6-. L’idea non è male, purtroppo la sceneggiatura e, soprattuttoi dialoghi (poco verosimili), non sono all’altezza , buona invece la regia. Comunque opera prima e budget ridottissimo. Alessandro Roja , il protagonista del film, è inquadrato praticamente per tutta la durata del film e tiene botta (non è facile per niente). Mi piacerebbe tanto vedere il Misischia (il regista del film) alle prese con un plot simile ma con sceneggiatori di livello. Manetti Bros permettendo 🙂

Pop-Corn Day

Downsizing

Buongiorno!

Oggi torniamo a parlare di cinema, e lo facciamo con Downsizing, un film del 2017 diretto da Alexander Payne, con il grande Matt Damon, che non manca mai di cimentarsi in ruoli distopici 😉

Downsizing.jpg

TRAMA:

In un futuro non molto lontano, gli esseri umani sperimentano una soluzione inedita all’eccessivo consumo energetico che ha impoverito il pianeta: una procedura di rimpicciolimento all’avanguardia in grado di ridurre temporaneamente le dimensioni di un uomo di circa un ottavo, permettendogli così di risparmiare le risorse a disposizione. Una coppia di sposi (Matt Damon e Kristen Wiig), in crisi coniugale, decide di sottoporsi al processo con la speranza di una vita migliore, ma quando sua moglie si tira indietro all’ultimo momento, all’uomo non resta che unirsi a una piccola comunità di suoi simili e affrontare da solo le difficoltà che derivano dalle nuove misure ridotte.

Ho guardato questo film attratta dall’idea particolare e originale di un mondo in cui, per risolvere il problema del sovrappopolamento (e delle problematiche che ne derivano), si è pensato bene di rimpicciolire le persone. Ma se devo essere sincera… sono rimasta un po’ delusa.

Gli attori bravissimi, l’ambientazione e gli effetti speciali ottimi, ma… la storia…

Partita benissimo è atterrata proprio male. Sì insomma, uno di quegli atterraggi di emergenza in cui i passeggeri si salvano, ma restando frastornati per giorni.

Perché? Perché mi domando io, sprecare un’idea che avrebbe potuto avere un milione di sviluppi intriganti, particolari, originali ed emozionanti?

Mi dispiace, di solito da parte mia leggete quasi sempre opinioni positive, tanto che avrete pensato: “Ma a questa piace tutto!”, ma non posso proprio esprimere un parere positivo su questo film. Ribadisco che la falla non è nella realizzazione, ma nella trama.

Insomma, un attore alle prime armi lo possiamo anche perdonare, ma quando la nota dolente è nella la trama, non si può fare finta di nulla.

Qui vi lascio il trailer che sicuramente stuzzicherà il vostro interesse 😉

Poi, se avrete modo di guardare il film, fatemi sapere se la pensate come me oppure no 🙂

Buona visione!

Pop-Corn Day

Pop – Corn Day: Strange Days

1961_big“Strange days have found us
Strange days have tracked us down
They’re going to destroy our casual joys
We shall go on playing or find a new town!”

Così cantavano i Doors nel 1967. La voce era quella, inconfondibile, di Jim Morrison e, i “giorni strani”, potevano riferirsi sia alla critica fase storica degli States, sia ai “periodi particolari” in cui ci si imbatte quando si aprono le “porte” della percezione. Noi, però, non vogliamo né analizzare il momento storico della canzone né provare esperienze lisergiche. Seguiremo, invece, una terza via parlando di un film il cui titolo trae ispirazione proprio da questo indimenticabile pezzo dei Doors.

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Pop-Corn Day

Pop-Corn Day: V per Vendetta

v-per-vendetta-locandina“Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto, nel tempo il ricordo andrebbe interrotto. Ma l’uomo? So che il suo nome era Guy Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese. Ma chi era realmente? Che tipo d’uomo era? Ci insegnano a ricordare le idee e non l’uomo, perché l’uomo può fallire…”

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