Pop-Corn Day, Recensioni

UPGRADE

Buongiorno Amici ^_^

Oggi voglio recensire per voi questo film che attendevo di vedere con mooooolta impazienza.

Upgrade è un film del 2018 che mescola thriller e fantascienza, con l’aggiunta di un pizzico di ironia. Diretto da Leigh Whannell, con un Logan Marshall-Green STREPITOSO! Uscito al cinema il 22 novembre 2018, distribuito da Universal Pictures, lo trovate in questo periodo su SKY PRIMAFILA.

UPGRADE

TRAMA:

La storia è quella di un uomo che, vittima di un aggressione che costa la vita all’amatissima moglie, si ritrova paraplegico. Ma in suo soccorso arriva un giovane scienziato che gli propone di fare da cavia per testare una sua innovativa invenzione: un chip contenente un vero e proprio sistema operativo da innestare alla base del cervelletto, in grado di riportare il suo corpo alla normale funzionalità.

Ora vi lascio guardare il trailer che sono certa stuzzicherà ulteriormente il vostro interesse, poi vi dirò cosa ne penso 😉

RECENSIONE:

Ragazzi… questo è davvero un super film!

A partire dal finale, che ovviamente non vi svelerò, che in pochi secondi manderà in fumo ogni supposizione fatta durante l’intera visione.

Un gran bel finale!

In questa storia l’azione non manca, è chiaro, ma non c’è solo questo. Il plot principale è legato all’evoluzione tecnologica che giorno dopo giorno ci rende schiavi a nostra insaputa. Un tema decisamente attuale e importante direi.

Ho trovato l’attore protagonista, Logan Marshall-Green FENOMENALE!!!

Se avete guardato il trailer avrete capito più o meno di cosa si tratta, quindi non faccio spoiler nel dire che recitare la parte di un uomo il cui corpo è guidato da una forza estranea… be’ non è semplice, e il risultato ottenuto in questo film è spettacolare e molto credibile.

Un film da vedere e rivedere, assolutamente!

Io non aggiungo altro, dovete gustarvelo!

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Pop-Corn Day

Oggi al cinema: “Macchine Mortali”

Buongiorno Distopic People!

Oggi abbiamo un appuntamento da non perdere. Al cinema ci attende “Macchine Mortali”, tratto dal romanzo omonimo (2001) di Philip Reeve, primo atto di una “quadrilogia delle Macchine Mortali”, comprendente anche Freya delle Lande di Ghiaccio (2003), Infernal Devices (2005) e A Darkling Plain (2006), più alcune novelle-prequel.

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Recensioni

Recensione: “Il futuro in bilico” di Elisabetta Di Minico

linee-meltemi-minico-futuro-bilicoÈ possibile leggere la storia contemporanea attraverso le offuscate lenti della distopia? Non solo è possibile ma, in alcuni casi, potrebbe anche essere necessario. L’esigenza nasce nel momento in cui l’attualità suggerisce l’avvento di un futuro cupo con il quale avevamo già avuto modo di confrontarci attraverso un romanzo, un film o un fumetto.

“Il futuro in bilico”, il saggio di Elisabetta Di Minico, muove le sue riflessioni scegliendo  la distopia (nelle sue declinazioni artistiche) come punto di partenza, per giungere in seguito ad un’analisi più stringente sull’evoluzione del potere e del controllo delle masse, negli ultimi 150 anni.

Il percorso è molto interessante e costruttivo: competenza nella materia e piglio critico, accolgono il lettore con una ragionata serie di citazioni e disamine di romanzi, film e fumetti accomunati dalla caratteristica dell’ambientazione nel “cattivo luogo”. Una parte iniziale che rappresenta anche un prezioso tesoretto per chi, amante del genere, è alla continua ricerca di nuove letture o nuove visioni. Fa da prosieguo, un notevole upgrade: la Di Minico dismette i panni dell’appassionata e volge lo sguardo, fortemente analitico, verso la contemporaneità iniziando a misurare quanto, il recente passato e il presente, siano distanti dalla distopia. I risultati di questa particolare rilevazione sono affascinanti e inquietanti allo stesso tempo: la gestione del potere, nelle sue forme più inique, quanto in quelle apparentemente più somiglianti alla democrazia, ha molto spesso (sempre?) un evidente fattore distopico. E malgrado i regimi dittatoriali siano palesemente i più violenti e repressivi, i “poteri suadenti” appaiono fra i più pericolosi perché si avvalgono di un invisibile e strisciante controllo massivo dei cittadini.

La gestione utilitaristica dei media, la disinformazione, il linguaggio accattivante, la continua identificazione del capro espiatorio con il “diverso”, sono gli elementi che più avvicinano molti (troppi) governi attuali al mondo della distopia. Possibile uscirne indenni?Attualmente non siamo in grado di dare un risposta, in quanto attiene al fluire degli eventi prossimi futuri; intanto, però, non sarebbe male leggere “Il futuro in bilico”, testo che non pretende di dare risposte ma fornisce valide indicazioni per far sì che la distopia attenga più ad un genere letterario che alla realtà di tutti i giorni.

Qui maggiori info sul libro.

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Fahrenheit 451 – Remake

Buongiorno Distopici!

Come procedono le vostre vacanze?

Noi ci stiamo rilassando per bene, ma ci stiamo anche preparando al rientro ^_^

A Settembre torneremo attivi su tutti fronti, ma per ora volevamo farvi sapere la nostra, anzi mia, opinione sul Remake di “Fahrenheit 451”.

Fahrenheit 451 - locandina

Trattasi del remake della trasposizione cinematografica di un grande classico del genere che amiamo tanto.

Per approfondire la conoscenza del romanzo vi rimandiamo allo speciale scritto dal nostro Riccardo Muzi 😉

Fahrenheit451B

Il primo film venne realizzato nel 1966 a cura del regista francese Francois Truffaut. Ammetto di non aver visto questa perla, datata ma pur sempre perla, ma credo che la maggior parte di voi saranno d’accordo con me nell’affermare il rifacimento della HBO non ha soddisfatto le aspettative.

Personalmente ho trovato questo film un po’ vuoto. Solitamente quando esprimo la mia opinione su un film o un libro che non ho apprezzato cerco di sottolineare almeno una nota positiva. Questa volta ahimè non lo posso fare.

Nulla. Non mi è piaciuto nulla.

Dalla realizzazione della pellicola allo svolgimento dei fatti, dall’interpretazione dei personaggi alla superficialità con cui è stata riportata la trama del libro. Nulla. Questo film non mi ha lasciato nulla.

Quindi, non dico che vi sconsiglio la visione di questa pellicola, ma se doveste guardarla e non amarla come è successo a me, buttatevi sul libro che è sicuramente meglio!

Per oggi è tutto cari!

E per restare in tema, torno a bruciare nel calore afoso di questo Agosto interminabile!

Aspettate!

Ho trovato una cosa bellissima che riguarda questo film!!!

Il brevissimo trailer di presentazione 🙂

 

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The end? L’inferno fuori

Trama

Roma. Un giovane e cinico uomo d’affari cerca di andare in ufficio ma il traffico lo rallenta. Una volta arrivato rimane imprigionato in un ascensore guasto. Mentre cerca di uscirne fuori la città eterna si avvia verso il caos. Attacco terroristico? Pazzia collettiva? Forse. Ma l’ipotesi Più probabile è che una strana malattia infettiva abbia contagiato i cittadini della capitale.

MiniRece

Se sei di Roma e ami l’horror, non puoi non essere irrimediabilmente attratto da questo film. Ma, con uno zombie movie italiano, parti con un quantitativo di pregiudizi che la metà bastano. Alla fine gli do un 6-. L’idea non è male, purtroppo la sceneggiatura e, soprattuttoi dialoghi (poco verosimili), non sono all’altezza , buona invece la regia. Comunque opera prima e budget ridottissimo. Alessandro Roja , il protagonista del film, è inquadrato praticamente per tutta la durata del film e tiene botta (non è facile per niente). Mi piacerebbe tanto vedere il Misischia (il regista del film) alle prese con un plot simile ma con sceneggiatori di livello. Manetti Bros permettendo 🙂