Mysterious Writer

Mysterious Writers: Giulia Abbate e Franco e Franco Ricciardiello

Buongiorno carissimi Lettori Distopici ^_^

Oggi vi riporto l’interessante intervista doppia che si è svolta poco tempo fa all’interno del nostro gruppo.

Gli ospiti erano Giulia Abbate e France Ricciardiello, autori del Manuale di scrittura di Fantascienza.

Giulia Abbate, editor e coach di scrittura, è cofondatrice di Studio83, agenzia di servizi letterari di sostegno ad autori e autrici esordienti. Ha pubblicato il romanzo ucronico Nelson (Delos Digital) e racconti apparsi in numerose antologie collettive, raccolti in Lezioni sul Domani e Stelle Umane. Cura per Delos Digital la collana di racconti di fantascienza sociale “Futuro Presente” e collabora con riviste e portali dedicati alla letteratura di genere. Nel 2018 ha vinto due premi Italia, nelle categorie “Miglior articolo” e “Miglior racconto” su riviste amatoriali. Nel 2019 ha pubblicato il romanzo La cospirazione dell’inquisitorie (Fanucci), e curato la raccolta Next-Stream. Visioni di realtà contigue (Kipple).

Franco Ricciardiello comincia a pubblicare fantascienza a vent’anni. Nel 1998 vince il premio Urania per il miglior romanzo di fantascienza italiano con Ai margini del caos (Mondadori), tradotto in Francia da Flammarion. Ha insegnato per quasi vent’anni Scrittura creativa a Biella, Vercelli e Genova, e tiene seminari sulla letteratura a Torino, Napoli, Cosenza e Novara. Ha collaborato all’enciclopedia a dispense Scrivere della Rizzoli con una serie di schede su celebri opere della letteratura mondiale e con il volume dedicato allo “Stile letterario”. Oggi ha all’attivo tre romanzi di fantascienza, due gialli, un thriller e un romanzo contemporaneo, più tre volumi che raccolgono la maggior parte dei suoi racconti apparsi in riviste e antologie in Italia, Francia, Grecia e Argentina. Per Meridiano Zero ha pubblicato L’ombra della luna (2018). Per Odaya ha già pubblicato Storie di Parigi (2017), Storie di Venezia e Storie di Torino (2018).

Se volete approfondire la conoscenza del manuale, qui trovate la mia recensione, ma adesso vi riporto giusto un paio di domande dell’intervista che potete recuperare integralmente qui.

  • Da cosa nasce l’intenzione di scrivere un manuale di scrittura?
  • Nasce da un’esigenza che Franco e io abbiamo scoperto di avere in comune: l’esigenza di leggere fantascienza di qualità, e allo stesso tempo di sollecitare la comunità SF italiana (che spesso patisce una certa emarginazione da lettori&lettrici e anche dall’ambiente editoriale) ad atteggiamenti più rigorosi e professionali.
    Questo sentire si è poi evoluto in una ulteriore meta, che è quella finale del manuale: ovvero quella di “formare” nuove generazioni di autori e autrici alla migliore fantascienza possibile, dando degli strumenti semplici, chiari, esaustivi, per partire avvantaggiati rispetto a ciò che è successo a noi, ad esempio.
    Per questa ragione nel manuale abbiamo incluso una definizione di fantascienza che abbiamo ricavato noi, dopo riflessioni singole durate anni e dopo un confronto bello e complesso. E per la stessa ragione abbiamo inserito quante più citazioni possibili, box di approfondimento su concetti della narratologia, più un metodo di scrittura pratico… abbiamo cercato di creare un “sussidiario” semplice e completo che metta in condizione di lavorare subito e di vivere il tutto nel modo più piacevole possibile.
    Qui Franco racconta un momento intermedio, nel quale stavamo già scrivendo il manuale e abbiamo potuto esprimere proprio le intenzioni, nel corso di una conferenza che abbiamo tenuto insieme al Salone del Libro di Torino, nel 2018.
    https://ricciardielloblog.wordpress.com/…/scrivere…/
  • Come avete lavorato, concretamente (se vi siete rivolti a biblioteche, archivi o altro), alla selezione del materiale? E ora che il libro è stato stampato è rimasto fuori qualcosa che, a mente serena, vi siete pentiti di non aver aggiunto al corpus finale?
  • Se per “materiale” intendi le citazioni e i riferimenti bibliografici, ci siamo basati sulle nostre librerie: nel senso che abbiamo citato passi e titoli basandoci non su un criterio di “compendio totale” ma con quello dell’utilità, ovvero di exempla specifici, la qual cosa ci ha sollevati dall’obbligo di dover “mettere dentro tutto”.
    Quindi abbiamo pescato nella nostra memoria di lettrice&lettore di fantascienza da una vita, e sui nostri scaffali, confrontandoci spesso.
    Devo dire che Franco ha all’attivo molte più letture di me e una cultura fantascientifica immensa, e per me è stata una grande sicurezza poterlo interpellare o direttamente sfruttare.
    Nel mio caso, ho lavorato tantissimo nella mia biblioteca di zona, dato che non possiedo tutti i libri che ho letto. Da questo punto di vista il Sistema Bibliotecario Milano è un patrimonio di sapere e di umanità immensi.

Sono certa che sia le biografie dei nostri due ospiti che le loro risposte vi avranno spinto ad approfondire la loro conoscenza.

Quindi, non mi resta che darvi appuntamento alla prossima 😉

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Mysterious Writer

Mysterious Writer: Liliana Marchesi

Buongiorno carissimi amici, so cosa state pensando ma posso assicurarvi che per una volta la Boss non mi ha imposto nulla minacciandomi di mettermi a pane e acqua. L’idea di questa intervista è mia, Leggere Distopico è aperto a tutti e deve esserlo anche per la sua fondatrice che fino a oggi ha lavorato sotto l’ombra dei suoi occhialoni.

Poniamo fine agli indugi e scaldiamoci le mani con un applauso. Ladies and gentlemen date il benvenuto a Liiiiiiiiiiiliana Maaaarchesiii!!!!!!

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LILIANA MARCHESI è nata nel 1983. Vive a Caravaggio, in provincia di Bergamo, insieme al marito e ai suoi due figli. Dopo aver mosso i primi passi nel genere del PARANORMAL ROMANCE, ha trovato fissa dimora nel regno della DISTOPIA. E proprio per questo ha fondato IL PRIMO SITO ITALIANO dedicato al genere Distopico: http://www.leggeredistopico.com

Curatrice di diverse rubriche ‘Distopiche’ sul web, fra cui Letture Divergenti per il sito ThrillerNord.

OPERE PUBBLICATE:

•2012 – “Harmattan

•2013 – “Trilogia del Peccato

•2015 – 2017 “Saga R.I.G.”

•2018 – “Lacrime di Cera” pubblicato dalla DZ Edizioni

•2019 – “CAVIE” in arrivo per La Corte Editore il 29 Agosto.

So che di solito siete abituati a un’impostazione ben precisa per la rubrica dei Mysterious Writer ma, visito che con le consuetudini io ci faccio gli aeroplanini di carta, ho deciso di seguire il mio contorto schema mentale per presentarvi la nostra amata ospite.

 

Ciao Liliana e benvenuta, non ti mostro la nostra redazione perché mi sa che la conosci meglio di noi. Se per te va bene partirei con le domande.

L- Ciao e grazie dell’invito (ride), conosco ogni angolo di questo posto eppure devo ammettere che è strano stare seduta dall’altro lato del tavolo.

Immagino 🙂

Iniziamo con la parte che preferisco. Raccontaci chi sei con tre frasi che ti rappresentano. Scegli tu quali, frasi tue o di altri autori, citazioni da film o da libri, sentiti libera di scegliere quelle che preferisci.

L- “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.”

“Ciò che ci rende unici è la libertà di essere noi stessi. Se ci tolgono questo… è come se ci condannassero a vivere nell’ombra della morte.”

“Un giorno senza sorriso è un giorno perso.”

Caspita, da Mahatma Gandhi a Charlie Chaplin passando per una tua frase di R.I.G. devo ammettere che hai messo sul tavolo tre concetti molto profondi. Dopo un’esordio come questo direi che abbiamo rotto il ghiaccio senza troppi problemi, ti va di raccontarci chi sei?

L- Eh certo. Hai rotto il ghiaccio, ma solo per farmi cadere nel gelido lago sottostante… con la domanda più difficile del secolo. Dunque, partendo dal presupposto che una vita intera non basta per conoscere sé stessi, magari ti dico cosa ho scoperto su di me fino a oggi. Sono una mamma che adora i propri figli e una moglie innamorata, ma questo non mi impedisce di essere anche una donna determinata che ogni giorno insegue tenacemente i propri sogniA parte questo sono una grandissima appassionata di cinema e adoro i gatti, anche se al momento non ne ho 😦 (aiutatemi a convincere mio marito a prenderne uno!) 

Immagino che tu non sia sempre stata quella che sei ora, c’è stato un tempo in cui anche tu muovevi i tuoi primi passi, come ti sei avvicinata alla scrittura?

L- Nel mio caso sarebbe più corretto dire che ho fatto praticamente di tutto per non avvicinarmici, ma alla fine ha vinto lei. Mentre ogni insegnante di italiano che ho avuto, dalle elementari alle superiori, mi diceva “diventerai una scrittrice”, io rispondevo sventolando un biglietto aereo dicendo “ora non posso, devo vedere il mondo”. Ed è stato proprio allontanandomi da casa che ho cominciato a capire qualcosa di me. Poi, con l’arrivo del mio primo figlio, è arrivato anche l’incontro con quella parte che per molto tempo ha atteso di emergere.

Dalle tue parole mi sembra di capire che non sono sempre state rose e fiori, ti va di raccontarci il momento distopico della tua carriera? Cos’è successo? C’è stato il momento in cui tutto andava male, ma come ogni eroina dei tuoi romanzi, hai stretto i denti e preso l’imperfezione per trasformarla in quello che sei ora?

L- La mia carriera è sempre stata Distopica. Il mio primo romanzo uscì attraverso il self-publishing ai tempi in cui gli ebook erano visti come l’abominio, quindi parte del tempo lo dovetti impegnare cercando di trovare il modo di raggiungere i lettori, molto scettici appunto.

Una volta raggiunti i lettori, ho dovuto dimostrare di meritare il loro prezioso tempo, necessario per far vivere i miei personaggi attraverso le loro emozioni. E questo procedimento è a ciclo continuo, non si ferma mai. A ogni pubblicazione cerco sempre di spingermi più lontano alla ricerca di cuori che hanno voglia di leggermi. Fra lavoro, casa, famiglia e le mille idee che quotidianamente partorisco, posso dire di non avere abbastanza tempo per soffermarmi a versare qualche lacrimuccia di commiserazione verso me stessa. Quindi incasso i colpi che arrivano e vado avanti.

Qui mi sa che ha risposto la Boss, dura e determinata a non fermarsi davanti a nulla. Proviamo a far uscire Liliana facendola arrossire un po’.

Scrivi, sei una mamma, una moglie e una donna social, qual è il tuo super potere? Come riesci a fare tutto?

L- Non ho super poteri, ahimè, e di tanto in tanto qualche redine mi scivola dalle mani e mi tocca correre per non perdere il cavallo. Ma a parte questo posso dire che sapersi organizzare aiuta, anzi è fondamentale. Poi so perfettamente che non è facile vivere con me. Sempre a combinare qualcosa…

Parlaci del tuo progetto. Cosa ti ha spinto a lavorarci e soprattutto cos’ha di diverso dagli altri?

L- CAVIE è un progetto che racchiude in sé un’idea, ma dato che non voglio fare spoiler o mettere nella testa dei lettori un messaggio che potrebbe essere colto diversamente, come è giusto che sia, non aggiungo altro. A livello lavorativo posso dire che CAVIE simboleggia diversi cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda il metodo con cui do alla luce una storia.

Quando hai iniziato a chi ti ispiravi? I tuoi riferimenti sono cambiati nel corso degli anni.

L- Ci sono diverse autrici che mi piacciono, ma cerco sempre di esprime me stessa a modo mio. Ogni autore ha la propria cifra, il proprio stile (o almeno così dovrebbe essere), deve solo trovarlo.

Di nuovo la Boss che non vuole sbilanciarsi, devo essere più diretto. Cosa ti piace leggere? Ci sono dei testi che ti andrebbe di consigliare al nostro pubblico?

L- Ci sono molti libri che adoro, soprattutto quelli che rappresentano al meglio il genere che amo. Distopico? Sì, ma con una buona dose di componente romance (niente miele! Solo peperoncino). Per citarne alcuni: Shatter Me di Tahereh Mafi, The Last Girl di Joe Hart, The program di Suzanne Young.

Tornando alla distopia, che tanto ci è cara e che devo citare per doveri ci contratto almeno due volte per articolo, che difficoltà deve affrontare chi vuole tentare di seguire la tua strada?

L- Be’ nulla di complicato, dovranno saltare un burrone senza prendere la rincorsa, aggrapparsi alle zampe di un airone mentre spicca il volo facendosi trasportare oltre il limitar della giungla, vincere una partita a briscola con un dittatore assassino e… rispondere educatamente a tutte le call center che chiameranno per vendergli qualcosa. Ahahah! (non lo vedete ma il ghigno malefico è inquietante) A parte gli scherzi, non ci sono regole in questo gioco. Ognuno gioca la propria partita con le carte che ha. Un consiglio, continuate a studiare, miglioratevi sempre, trasformatevi in Sponge Bob e assorbite tutto ciò che potete, riempite il vostro bagaglio con quello che vi circonda e rielaboratelo con intelligenza. Ok… forse il burrone, l’airone e la briscola erano meglio! Impegnatevi insomma. Scegliete i vostri obiettivi e camminate fino a che non li avrete raggiunti. Non esistono scorciatoie, quindi tirate dritto 🙂

Se volevi mettermi paura ci sei riuscita… ho quasi paura a chiederti com’è il mondo dell’editoria. Che persone hai incontrato lungo il tuo percorso ?

L- Il mondo dell’editoria è un mare di pescecani, come tutti i settori, ma ci sono anche degli splendidi delfini 😉 Qualche squaletto purtroppo nuotando l’ho trovato, ma fortunatamente sono riuscita a sfuggirgli. Poi con il tempo impari a riconoscere le zanne dietro ai sorrisi più smaglianti. Ma tornando alle cose belle, perché io non regalo il mio tempo alle “cose” brutte, la prima persona splendida che sono felicissima di aver incontrato è il mio Agente (Leonardo Di Lascia), una persona più unica che rara. Un grande amico che crede in me e che mi sprona a dare il massimo. Grazie a lui ho conosciuto altre persone fantastiche, persone che svolgono con passione, determinazione e professionalità un lavoro che amano.

Ascoltandoti sembrerebbe che non basti il talento e la determinazione per inseguire un sogno. Servono qualità e capacità critiche che non sono semplici da acquisire. Questo mi ricollega alla prossima domanda: Dicci tre qualità che ti contraddistinguono e tre difetti che non riesci a superare.

L- Partiamo dalle qualità dai… umiltà, determinazione, creatività.

Mentre i tre difetti… puntigliosa, esigente, difficile da sorprendere.

Giusto per dirtelo sai che molti con cui ho parlato definirebbero le qualità e i difetti al contrario rispetto a te? C’è chi pensa che l’umiltà e la troppa determinazione (l’ostinatezza) siano un grosso limite, e altri che ritengono la puntigliosità un pregio unico. Vediamo allora cosa mi dici dei sogni? Teniamo sempre il magico numero tre per sapere quali ancora coltivi e quali si sono infranti.

L- Cos’è questa fissa per il tre? Ma non è che per caso sei il genio di Aladino?

Sogni… raccogliere i frutti di anni di semina e sacrificio, veder crescere i miei figli sani e felici, trascorrere l’età matura viaggiando insieme a mio marito.

Quelli infranti… da piccola avrei tanto voluto diventare un vampiro, non sono riuscita a sposare né Leonardo Di Caprio, né Brad Pitt, né (basta, andrei avanti tutto il giorno), e (questo lo ritengo infranto almeno per ora, poi nella vita non si può mai sapere) diventare regista.

Oltre a diventare regista che altri progetti hai per il futuro?

L- Troppi! Una vita non basta!

Ok, non vuoi dirci niente. -__-

Torniamo allora alle citazioni che hai voluto regalarci. Ti va di spiegarci perché le hai scelte?

L- Cos’è? Sono capitata sulla casella RIPASSA DAL VIA? (mi fissa negli occhi chiedendosi se deve licenziarmi. Fa paura)

Dunque, la prima è un mantra (ce l’ho pure tatuato sul braccio in bella vista) che mi spinge quotidianamente a fare bene e a essere un esempio per i miei figli (anche se non sempre ci riesco, sono umana in fondo).

La seconda è tratta da uno dei miei romanzi e racchiude in sé l’importanza della libertà e dell’individualità.

La terza… be’, se non si ride un po’ nella vita, cosa si vive a fare?

Ci sarebbero molte risposte a questa domanda ma è meglio se chiudo qui, dopo lo sguardo di prima inizio a temere per il mio lavoro. Meglio che mi alzo dal suo trono di spine e mi rimetto dal mio lato del tavolo.

Grazie Liliana del tuo tempo e di essere stata al gioco, è stato divertente e spero che i nostri lettori si siano divertiti come mi sono divertito io. Non posso salutarti dicendoti che spero di rivederti presto perché sei sempre qui a tenere in piedi Leggere Distopico, ma posso dirti che i nostri lettori non vogliono vederti sempre nascosta dietro la tua scrivania, gli piace conoscere le persone che ogni giorno lavorano per loro.

L- Ha fatto piacere anche a me… Grazie a tutti 🙂

Mi piego per abbracciarla ma mi fermo temendo di trovarmi un pugnale nel petto. Annuisco e mi allontano con movimenti lenti, senza abbassare lo sguardo fino a quando non sono uscito dalla porta.

Delos

 

Mysterious Writer

Mysterious Writer: Arianna Rosa

Buongiorno Amici, ultimamente il nostro blog pullula di articoli. La Distopia sta facendo fuoco e fiamme 😛 ma non abituatevi, anche noi ci fermeremo per le vacanze estive 😉

Oggi recuperiamo insieme l’intervista fatta nel nostro gruppo Facebook ad Arianna Rosa, autrice di “Il potere delle parole“. Un romanzo Self che stiamo leggendo per voi, di cui avrete presto notizie.

TRAMA:

In un futuro post-apocalittico, l’umanità è riuscita a sopravvivere ai disastri naturali che l’avevano portata sull’orlo dell’estinzione, imparando dagli errori fatti e perfezionando ogni forma di tecnologia affinché sostituisse le risorse non rinnovabili del pianeta. I superstiti vivono nel rispetto totale dell’ambiente, e la Natura, a sua volta, è cambiata, si è unita di più all’uomo, sono diventati l’uno la conseguenza dell’altra. I danni recati alla Terra si riflettono più direttamente sul clima e sulla vita, scatenando le forze distruttive della Natura qualora se ne abusasse di nuovo.
Ma non è solo il clima ad aver subito dei profondi cambiamenti. All’interno di una realtà ipertecnologica, dominata da tablet e macchine autosufficienti, Audrey scopre di avere un potere legato ai vecchi libri, alla carta, a qualcosa che ormai è diventato obsoleto: tutto ciò che scrive a mano diventa reale. I genitori, entrambi scienziati in diversi campi, comprendono in fretta che un potere del genere va tenuto nascosto, lontano da occhi indiscreti, ma soprattutto al sicuro dai governi per i quali lavorano. Un’operazione che si rivelerà più difficile e complicata del previsto, poiché i suoi genitori verranno rapiti e Audrey, nell’insano tentativo di liberarli, dovrà collaborare con una società segreta, i Katari, il cui obiettivo primario è impedire ai potenti del mondo di utilizzare la straordinaria evoluzione della tecnologia per assoggettare la Natura.

Conosciamo insieme la nostra autrice attraverso la sua biografia.

Nata a Roma, classe 1989, ha studiato al liceo classico e poi si è laureata in Mediazione Linguistica e Culturale all’Università La Sapienza di Roma. Lavora part-time in una gioielleria, e tutto il resto del tempo scrivendo e lavorando ai suoi libri. Attualmente sta preparando la versione cartacea de La Trilogia del Potere e sta traducendo Il Potere delle Parole in inglese per poter espandere il suo pubblico.

Ora vi riportiamo alcune delle domande che le abbiamo rivolto, ma potete recuperare l’intervista per intero a questo link.

  • Importanza della cover?…ti affidi a qualcuno o le realizzi tu stessa?
  • La cover è vitale, è la prima cosa che vede la gente, è il primo impatto che hanno con te e con la storia, è la miccia che accende la curiosità di chi ti sta per conoscere. È quasi più importante del libro stesso le realizzo io stessa nel senso che le immagino, trovo le foto giuste per comporle e decido colori e tema generale. Tuttavia mio fratello, Luca Rosa le monta insieme e le rende lo spettacolo bellissimo che avete davanti.
  • Quando è nata la passione per la scrittura?
  • Ho cominciato a scrivere durante l’adolescenza, ma leggo da quando ho imparato a farlo gli altri bambini vedevano la tv, io leggevo i miei inseparabili Topolino! Poi, crescendo, sono passata a libri sempre più seri, fin quando, ad un certo punto, mi sono accorta che leggere le storie degli altri non era più sufficiente. Avevo troppa voglia di dire la mia.
  • Come costruisci le tue storie? Segui un metodo oppure scrivi di pancia?
  • Un mix delle due in realtà. Ovviamente prima di iniziare a scrivere imposto bene la trama, il carattere dei personaggi, i punti salienti e tutti i dettagli che sono sicura voglio inserire. Però poi, quando mi ritrovo davanti al foglio bianco, non ho uno schema preciso dei capitoli o della lunghezza. A quel punto è tutta pancia. Inizio a scrivere e le parole mi vengono da sole, in automatico. Soprattutto con i dialoghi.

Noi ci fermiamo qui, ma vi invitiamo nuovamente ad approfondire la conoscenza di questa autrice volenterosa.

Alla prossima!

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Mysterious Writer: Donatella Tamburini

Buongiorno Amici Distopici. Oggi vi presentiamo un’autrice che ha da poco esordito con il suo romanzo “S the Reset“. Sto parlando di Donatella Tamburini.

Donatella è nata a Genova nel 1982.

Ha frequentato il Liceo Classico A. D’Oria e si è laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova nel 2007. È specializzata in Patologia Clinica e Agopuntura cinese.

Da sempre appassionata di libri e letteratura, ha iniziato giovanissima ad avvicinarsi al mondo della scrittura, vincendo con un suo componimento, a soli 10 anni, il prestigioso Premio Speciale Fao al XXI Concorso Studentesco Nazionale sulla Fame nel Mondo.

Mamma di due bambini a tempo pieno, attualmente collabora con un blog per la realizzazione di articoli e come revisore di bozze.

Questo è il suo primo romanzo.

TRAMA:

Anno 2104. Il mondo non è più quello che conosciamo. In una società distorta post apocalittica, una terribile e misteriosa malattia ha sterminato gran parte della popolazione. I superstiti sono rinchiusi, in base alla gravità dei sintomi, in gironi delimitati da recinzioni olografiche dai quali è impossibile scappare, ridotti a Reietti. Un gruppo di scienziati forse può rappresentare l’unica speranza di salvezza per queste persone, ma dovrà scontrarsi con i fantasmi del passato di Nicholas, il protagonista, e con le bugie di un sistema che fonda le sue radici negli interessi e nell’egoismo umano e dietro al quale si nascondono le figure più impensabili…

INTERVISTA

Anche Donatella, come molti altri autori prima di lei, è stata sottoposta a un’infinità di domande da parte dei membri del nostro gruppo Facebook.

Ne riportiamo alcune per voi, ma se volete leggere l’intervista nella versione integrale vi rimandiamo qui 😉

  • Cosa comporta per una donna scrivere di Fantascienza Distopica? Romina B.
  • Ho lavorato per alcuni anni in laboratorio come specializzanda e quindi “gli strumenti del mestiere” mi erano già in qualche modo familiari. 
  • Quando e perché avete deciso di scrivere questo romanzo? Valentina M.
    (specifichiamo che la domanda è posta al plurale in quanto anche il marito di Donatella ha contribuito alla realizzazione del romanzo.)
  • L’idea ci è venuta la scorsa estate, quando abbiamo anche iniziato a lavorare alla trama, dopo che ci siamo fatti una scorpacciata di titoli distopici durante le vacanze.

Basta vi abbiamo già riportato troppo 😀

Recuperate l’intervista nel nostro gruppo e, se ancora non siete iscritti… FATELO NOW!!!

 

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Mysterious Writer: J. P. Kahlee

Buongiorno Amici Lettori ^_^

Oggi vi presentiamo un autore che abbiamo avuto il piacere di conoscere personalmente al Salone del Libro di Torino. Si tratta di J. P. Kahlee, autore del romanzo Seadevil, edito da Idea Immagina Di Essere Altro.

 

 

J.P.Khalee, classe ‘91, è nato in Sicilia ma vive e lavora a Milano nel campo della comunicazione. Da sempre è appassionato di fantasy, fantascienza e horror in tutte le loro forme, coniuga queste alla sua passione per il mare con SeaDevil, il suo romanzo d’esordio.

Rispolveriamo insieme la trama del romanzo…

Anno 2260. I mari di tutto il mondo sono diventati velenosi per il genere umano. Con il progetto “Nuova Pangea”, il governo obbliga le persone che vivono in località costiere a trasferirsi nell’Entroterra.
In una di queste cittadine, Stoneseed, abita Clay, un giovane innamorato del mare e da sempre in contrasto con la visione del governo. A seguito di alcuni tragici eventi, lui e i suoi amici sceglieranno di cambiare vita, arruolandosi in un’organizzazione militare.
Dalle loro azioni dipenderà il destino dei mari e dell’intero pianeta.

In seguito al nostro incontro gli abbiamo inviato delle domande, scopriamo insieme quali sono state le sue risposte 😉

  • Cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo legato al mare?
  • Ho sempre vissuto vicino al mare. Proprio di fronte. Quando mi sono chiesto cosa fosse la distopia per me mi sono risposto: un mondo in cui alle persone è vietato vivere vicino al mare.
  • Come hai affrontato il processo di stesura?
  • Per prima cosa ho cominciato a costruire la struttura distopica cercando di renderla credibile. Poi ho delineato i personaggi, il loro background e la timeline generale. Poi ho lasciato l’ispirazione fare il resto.
  • Quando la CE ti ha scritto dicendoti che avrebbe pubblicato il tuo lavoro cosa hai provato?
  • Ero poco sobrio quando ho letto la mail. Ricordo di essermi ripetuto “caspita, succederà davvero” un paio di volte. Poi sono andato in tachicardia.
  • La parte più faticosa di questa avventura?
  • Durante la scrittura ho dovuto/voluto studiare. Ho raccolto manuali di nautica, di apnea, ho guardato documentari sui sottomarini da guerra e ho chiesto ai miei amici biologi di aiutarmi nel wordbuilding. È stato intenso, ma divertente.
  • Come hai vissuto l’esperienza del Salone del Libro?
  • In ansia. Avevo già visto la mia casa editrice all’opera al Romics e i miei colleghi firmare i libri in tutta tranquillità. Mi ero detto “posso farcela”, poi una mia amica mi ha chiamato al telefono dicendomi “esordirai alla fiera più importante d’Italia” e io sono andato parecchio in ansia. Poi però tutto è filato liscio. Le prime dediche sono state abbastanza tremolanti.
  • Ci sono aspetti della storia che col senno di poi vorresti cambiare?
  • Non saprei dirlo adesso. Forse, tra qualche tempo, potrei ricredermi su alcune questioni.
  • Come ti vedi fra dieci anni?
  • Dolorante. Ma spero con nuove avventure da raccontare.
  • Se potessi tornare indietro nel tempo e parlare a te stesso, prima che inizi a scrivere il romanzo, cosa gli diresti?
  • Che i trattini al posto delle caporali sono una pessima idea e che le d eufoniche diventeranno il mio peggior incubo.
  • Cosa troveranno i lettori fra le pagine del tuo libro?
  • La storia di un gruppo di ragazzi che si trovano immersi in un’impresa al di sopra delle loro competenze. Spero che i lettori si divertiranno a leggere di come questa ciurma improbabile riesca a fronteggiare tutti i problemi lungo il percorso.
  • Cosa invece non troveranno?
  • Eccessivo romanticismo. Non fa per me.
  • Un genere letterario in cui non potresti mai cimentarti?
  • Penso la letteratura rosa. Se lo dovessi fare darei sfogo al mio lato trash.
  • Stai già lavorando a qualche altro progetto?
  • Ho in cantiere il secondo volume di SeaDevil, ma mi piacerebbe approcciare agli altri generi di cui leggo spesso (fantasy, urban fantasy e horror).

Cosa ne pensate di questo autore emergente?

Fatecelo sapere nei commenti 😉

Noi come sempre ringraziamo l’ospite di oggi e vi diamo appuntamento al prossimo articolo 😉

 

 

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Mysterious Writer: Angelo Calvisi

Buongiorno ^_^

Pronti a conoscere un nuovo autore del genere Distopico?

Oggi vi presentiamo Angelo Calvisi, autore di Genesi 3.0, edito da NEO Edizioni.

 

Angelo Calvisi è nato a Genova nel 1967. Nella vita ha svolto mestieri disparati: il giornalista sportivo, l’attore, il compilatore di guide turistiche, il geometra presso l’Ente Provinciale di Genova, il responsabile di un enorme negozio di dischi e, tra il 2007 e il 2015, il cooperatore sociale. Nel 2015 si è trasferito in Germania, ma nel 2017, per non perdere il senno, è tornato in Italia. Insegna materie umanistiche nelle scuole del regno e possiede un sacco di tessere per l’ingresso (a biglietto scontato) nei cinema della sua città. Nel corso del tempo ha pubblicato saggi, biografie, graphic novel e, soprattutto, molta narrativa. Lo scorso febbraio, per NEO., è uscito il suo ultimo lavoro: Genesi 3.0.

TRAMA:

Un bosco ai margini del mondo e, ai margini del bosco, un ragazzo e un uomo. Il ragazzo si chiama Simon, l’uomo è il Polacco. Vivono liberi e in attesa, perché un giorno il Polacco farà ritorno nella Capitale per compiere una misteriosa missione urbanistico/militare. Nella grande città, la vita di Simon diventa un incubo di lavoro inutile, burocrazia tumorale e sanità alienata. Il risveglio arriverà all’improvviso, sull’orlo di un riscatto mai immaginato. “Genesi 3.0” è una fiaba allucinata sui vincoli del potere e sulle storture del sangue, una satira visionaria su ciò che siamo o che potremmo diventare.

INTERVISTA

Come sempre vi riportiamo alcune delle domande che gli sono state rivolte dai membri del nostro gruppo, ma potete tranquillamente recuperare l’intera intervista qui 😉

  • Cosa porta a scrivere un distopico? Sara G.
  • Sara, ti confesso che all’etichetta distopica io non ci pensavo. Io volevo scrivere una satira, ma è fatale, anzi fatidico, che qualche critico vedesse in Genesi anche un progetto di distopia. Mi spiego meglio. Se la distopia, come da manuale, è una storia ambientata in un presente o immediato futuro fortemente indesiderabile, be’, Genesi rientra in questo genere a pieno titolo, anche nella dimensione allegorica intendo. Se Il racconto dell’ancella parla della condizione della donna che è nelle cose, nell’attualità, Genesi parla di un potere deformato e deformante che mi pare altrettanto (come dire) constatabile e verificabile dalle nostre parti, nel nostro occidente psichedelico.
  • Come avviene il processo creativo? È più un flusso di coscienza che poi riorganizzi o qualcosa di più metodico e schematizzato? Elisa R.
  • All’inizio è un flusso che non sai bene dove possa portarti. Poi il lavoro si sistematizza e quando ha le idee più chiare diventa maggiormente metodico.
  • Perché hai deciso di scrivere questa storia? Valentina L.
  • Isolamento, riflessione sulle modalità di convivenza tra gli esseri umani, satira sociale… Ecco le molle.

Noi abbiamo il suo libro fra le mani e presto lo leggeremo 😉

Alla prossima!

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Mysterious Writer: Marta Leandra Mandelli

Buongiorno Amici e ben tornati alla nostra rubrica Mysterious Writer, dove approfondiamo la conoscenza degli autori che hanno deciso di dedicare la propria arte al genere che tanto amiamo.

Oggi è il turno di Marta Leandra Mandelli, autrice di “Il Gatto & gli stivali”.

Scopriamo di cosa parla il suo romanzo e conosciamola meglio ^_^

Continua a leggere “Mysterious Writer: Marta Leandra Mandelli”

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Mysterious Writer: Andrea Cabassi

Buongiorno Lettori e ben ritrovati 😉

Oggi conosciamo meglio un altro autore che ha scelto la Distopia. Sto parlando di Andrea Cabassi, autore di Pelicula.

 

Ma chi è Andrea?

Andrea Cabassi, classe 1978, vive a Brescia e nel 2014 ha visto la pubblicazione del suo romanzo distopico “Pelicula”.
Questo segue la pubblicazione della sua silloge poetica “Geloso permaloso lunatico e noioso” e la raccolta di racconti “Matilde danza sulla riva”.

Su suo sito http://www.ryo.it è possibile scaricare gratuitamente gli ebook dei suoi ultimi racconti brevi, che pubblica a intervalli più o meno regolari.

Quando è in cerca di ispirazione si rivolge ai suoi quattro punti cardinali: la creatività di Ulisse, la lungimiranza di Daneel R. Olivaw, la tenacia di Jean Valjean e la versatilità di Milady de Winter.

Ora passiamo alla trama del romanzo:

In un futuro tecnologicamente non evoluto, l’umanità vive una situazione di stallo. Niente crisi, nessuna guerra, nessun problema: la gente si crede libera ed è felice, ma è manovrata da un’arma invincibile, operativa 24 ore su 24. Un’arma invisibile chiamata Pelicula. Ai margini della civiltà, un gruppo di terroristi opera per far emergere la verità, per quanto dolorosa. Rinunceresti alla tua felicità sapendo di non meritarla?

Okay, le presentazioni sono state fatte, quindi adesso ci addentriamo nel vivo dell’intervista che gli è stata fatta nel nostro Gruppo FB.

  • La trama di Pelicula da cosa nasce? Cosa ti ha ispirato?
  • Ricordo che al ritorno da un viaggio in treno decisi di scrivere un racconto sulla base di alcune idee che mi ronzavano in testa e avevo finalmente messo a fuoco. Il racconto è poi sfociato in un racconto-molto-lungo, dopo di ché capii che stavo scrivendo un romanzo.
  • Vivendo in un presente tecnologicamente in crescita, cosa ti ha spinto ad ambientare il tuo romanzo in una società non evoluta sotto questo aspetto?
  • Questo perché gli esseri umani sono fondamentalmente gli stessi da circa 300 mila anni, e nelle ultime poche migliaia hanno raggiunto un tenore di vita che – in larga scala – è praticamente costante.
    Quest’introduzione per dire che in realtà il nostro presente non è così tecnologicamente in crescita come possiamo credere, forse è solo più alla portata di tutti.
  • Quali sono i tuoi scrittori di riferimento e perché? Sergio S.
  • Spero di imparare sempre cose nuove quando entro in contatto con un mostro sacro della letteratura, comunque i primi che mi sovvengono sono Hugo, Calvino, Murakami, Vian e Dick. Cinque mi sembra un buon numero, che ne pensi?
  • Ciao Andrea. Il progresso è basato sul superamento di conflitti, ci si augura sempre in modo pacifico. Il tuo romanzo suggerisce una società piatta, senza stimoli. Quali sono le motivazioni che hai scelto per fare agire i tuoi ribelli? Romina B.
  • Non sempre un conflitto è composto da due parti in guerra. Anche l’omissione della verità può essere considerata un conflitto. Che accadrebbe se scoprissi che tutto quello che sai, tutto quello in cui credi e basi la tua vita fosse falso? Ecco che cosa fa agire i miei ribelli.

Queste sono solo alcune delle domande alle quali Andrea a risposto. Il resto dell’intervista lo trovate qui 😉

Alla prossima!

Mysterious Writer

Mysterious Writer: Federica Piera Amadori

Rieccoci qui di nuovo per farvi conoscere Federica Amadori, autrice di “Amari spicchi d’arancia“, edito da Le Mezzelane Casa Editrice. Un romanzo davvero particolare, adatto soprattutto a coloro che non temono le forti emozioni 😉

 

Federica Amadori nasce nel 1974 a Genova. Terminati gli studi superiori si iscrive al corso di Lettere e Filosofia presso l’Università di Genova, facoltà che successivamente abbandonerà per conseguire la qualifica professionale di decoratore e restauratore di affreschi e stucchi presso una scuola edile in Piemonte. Qualifica che le permetterà di lavorare in questo campo per il decennio successivo. Diventata madre ha la necessità di abbandonare un lavoro che la porta spesso fuori regione e attualmente è store manager per un’azienda di abbigliamento, ma la sua vena creativa e la passione per l’arte hanno trovato nuova linfa nella scrittura. Amari spicchi d’arancia è il suo primo romanzo.

E adesso passiamo al libro.

TRAMA:

Il romanzo narra la storia di una donna, scelta in fasce per fare da cavia in un esperimento pseudoscientifico consistente nel sottoporla, nel corso della sua vita a violenze, frustrazioni e soprusi da parte di un misterioso servizio segreto deviato. Una volta presa coscienza che la sua vita travagliata non è frutto di semplice sfortuna, la protagonista cerca di reagire e di vivere normalmente a dispetto dei suoi aguzzini, della cui esistenza e operato chiunque altro è all’oscuro. La sua vita riesce così a comprendere una storia d’amore, di crescita personale, di ribellione e infine il riscatto dal sistema degenere di cui è stata vittima, in questo aiutata da persone con cui raggiunge forte empatia e confidenza, che la sostengono nel raccogliere le prove necessarie a scardinarlo. Nel contempo, diventata madre, dovrà proteggere a caro prezzo la vita del figlio, dal quale dovrà anche staccarsi proprio per garantirgli un futuro libero dai suoi persecutori. Sullo sfondo della narrazione, la storia del Paese a partire dagli ’20 fino agli ultimi decenni del secolo scorso.

E adesso approfondiamo la conoscenza di questa bravissima autrice attraverso alcune domande che le sono state poste durante l’intervista. Qui potrete leggerle tutte 😉

  • Comincio subito a chiederti se puoi raccontarci brevemente del tuo incontro con la donna che ha ispirato questa storia.
  • Si tratta di un incontro del tutto casuale. Era il 1992.. questa signora mi si è avvicinata, ero al tavolo di un locale con delle amiche, e mi ha chiesto di ascoltarla. Inizialmente ho pensato volesse del denaro poi ho capito che aveva solo l’urgenza di raccontare la sua storia. Una storia che per anni mi sono portata dentro e che è poi diventata l’idea per questo libro..
    Quello che mi colpì fu che quella signora non aveva l’aria né della mitomane né della schizofrenica. A me sembrava credibile…
  • So che sei mamma, e da mamma so che è impossibile non temere per il futuro dei propri figli. Cosa ti spaventa maggiormente di ciò a cui potranno andare incontro nel loro domani?
  • Mi spaventa tutto se penso a loro, dagli incontri che possono fare al lavoro che dovranno trovarsi.. mi auguro solo che possano avere delle passioni e dei valori che li motivino sempre.
  • È stato difficile scriverla?…quanto ci hai lavorato? Perché hai scelto questo periodo storico? Valentina L.
  • Ho impiegato due anni a notti alterne per scrivere questo libro.. Di giorno lavoravo e non avevo tempo per scrivere. Non è stato difficile farlo, ha solo richiesto impegno. Ho scelto quel periodo storico perché è quello in cui sono nati i miei genitori e i loro racconti hanno accompagnato la mia vita.
  • Perché hai scelto questo genere? Valentina L.
  • Io racconto quello che mi colpisce. Non ho scelto un genere ma una storia.
  • Per la stesura del tuo romanzo ti sei documentata relativamente a situazioni realmente accadute? Romina B.
  • Si. Ho cercato di non tradire mai il concetto di verosimiglianza sia per l’ambientazione storica sia per gli episodi narrati.

Con il riassunto ci fermiamo qui, certi che questo breve estratto vi spingerà a recuperare il resto dell’intervista.

Ringrazio l’autrice per essere stata con noi e ovviamente vi invito a leggere il suo romanzo, che merita davvero.

Alla prossima!

Mysterious Writer

Mysterious Writer: Ilaria Pasqua.2

Buongiorno amici carissimi e ben ritrovati a Mysterious Writer.

Oggi vi riporto la recente intervista a Ilaria Pasqua, un’autrice che era già stata nostra ospite tempo fa. Dato che è da poco uscito il suo nuovo romanzo “Bomb Man” abbiamo pensato di fare un altro giro di boa 😉

Ora vi presento brevemente il romanzo.

TRAMA:

In un futuro non molto lontano, sul pianeta Terra imperversa l’ossessione delle bombe, un vero e proprio flagello per l’umanità. Julius, proprietario dell’azienda Fabric, ha fatto la sua fortuna cavalcando l’onda del terrorismo mentre il figlio Carl desidera un mondo nuovo. E sarà proprio lui a trovare una soluzione al problema: una seconda pelle artificiale che protegge le persone e le città dalle deflagrazioni. Una scoperta che sconvolgerà per sempre il modo di vivere delle future generazioni, come quella a cui appartiene lo “spilungone”, un impiegato di Fabric che assiste muto alle continue esplosioni, ormai diventate un’insostituibile e morbosa fonte di divertimento, in una realtà in cui il terrorismo non è altro, ormai, che un arido riverbero senza significato. Fino a quando non scoprirà che la seconda pelle è imperfetta e che il passato, con tutto il suo bagaglio di luci e ombre, è sempre in agguato.

E ora passiamo all’intervista. Vi riporto qui alcune domande e risposte, ma potrete recuperare il resto qui 😉

  • Come è nata l’idea di questa storia particolare?
  • Come è nata l’idea… dagli attentati terroristici che avevano colpito Bruxelles nel 2016. Mi avevano fatto una grandissima impressione e ho iniziato a domandarmi semplicemente: e se le bombe non ferissero cosa potrebbe mai succedere?
  • Ho letto la trama e immediatamente il mio pensiero si è rivolto allo Yemen, alla Siria, alle zone investite dai conflitti sparsi nelle varie parti del mondo. Mi sembra palese che tu possa esserti ispirata a queste situazioni. Come hai vissuto emotivamente la stesura del tuo romanzo? Romina B.
  • Emotivamente è stato davvero pesante, lo ammetto. Soprattutto provare a immaginare che l’essere umano le bombe le voglia… la morbosità dietro a questo desiderio. È stato faticoso mettersi nei loro panni, ci è voluta un po’ di follia.
  • Come è arrivata la tua storia a Scatole Parlanti?
  • Seguivo l’intero gruppo editoriale già da qualche tempo e così quando ho avuto qualcosa che pensavo potesse essere in linea ho deciso di inviarlo. Quindi ho semplicemente lanciato la bottiglia nel loro mare e ho incrociato le dita…
  • Ho già avuto il piacere di leggere il romanzo e, cercando di non fare spoiler, posso dire che quello che più mi ha colpito è il senso di oppressione che si percepisce in ogni pagina. Il mondo cerca emozioni nella distruzione per scappare dalla gabbia, dalla seconda pelle, con cui si isolano.
    Come mai hai voluto creare un’ambientazione di questo genere? Pensi che sia questa la strada dell’umanità? Delos V.
  • Ho una visione del mondo molto pessimista anche se non così catastrofica… ma in questa storia ho rigettato tutte le mie paure a riguardo, per esorcizzarle anche. L’oppressione che si respira è l’anima della storia, il suo motore più profondo ed è uscita fuori in maniera prorompente senza che ci avessi pensato su. Nonostante tutto continuo a coltivare speranze. Spero proprio che non sia questa la strada.

Come sempre ringraziamo l’autrice per essere stata con noi e vi invitiamo a leggere il suo romanzo 😉