Rubriche, Speciali

#RispondoILettori – terza parte

Bonjour Amici!

Ben tornati al tag #RispondonoILettori che abbiamo lanciato qualche settimana fa nel nostro gruppo Facebook. Vi anticipo che in questi giorni stiamo mettendo mano al sito e che presto avrete a disposizione uno strumento molto più efficace per esplorare il regno distopico che vi circonda 😉

Detto questo, passiamo a conoscere le tre domande che io, sì proprio io, ho fatto ai membri del nostro super gruppo!

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Speciali

#RispondonoILettori – seconda parte

Buongiorno e ben tornati per il nostro secondo appuntamento con “Rispondono i lettori”, l’intervista che ha avuto luogo nel nostro popolatissimo gruppo su Facebook!

Oggi vediamo le domande poste da Valentina Libraia. (P.S. le immagini le ha scelte lei di sua spontanea volontà, giuro che non l’ho costretta con la forza 😀 )

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    • Il primo vostro amore distopico libroso? Quello al quale non potreste mai rinunciare perché è la vostra icona del genere?
    • Orwell (genio) Philip Dick, poi salto generazionale e vado con la Roth di Divergent. Hunger Games, simile a Battle Royale, ma non così uguale come dicono, mi ha stregata nel primo volume, gli altri due li ho amati meno, ma credo che la meraviglia tirata fuori con i film compensi. Poi, finalmente, una eroina dichiaratamente egoista e pure stronzetta, che fa del bene, ma alla fine lo fa partendo da se stessa.  (Michela Monti)
    • Sicuramente la trilogia del Silo di Hugh Howey e Legend e la trilogia di Legend di Marie Lu.
      I miei preferiti in assoluto. (Serena Rossi)
    • Hunger games, Divergent e Wool mi hanno fatto appassionare a questo genere. (Mauro Carparelli)51283530_798369480515725_6571911072301711360_n

 

  • Preferite i distopici autoconclusivi o le saghe distopiche? Per quanto mi riguarda, per questo genere non ho una preferenza specifica, apprezzo entrambe…le mie saghe più belle sono state: R.I.G del nostro capitano e “Hunger games”, mentre l’autoconclusivo più bello…no qui è troppo difficile!!!
  •  Io non ho trovato ancora una saga distopica che mi piaccia. Non ne ho lette tante. Ma sono stata sfigata evidentemente.
    Comunque autoconclusivi più belli per me 1984, Battle Royale, La Strada e Solo il mimo canta al limitare del bosco.
    E tra i due preferisco gli autoconclusivi. Delle saghe mi fido molto poco. E spero di trovarne una che mi piaccia al più presto. (Erika Corona)
  • Assolutamente le saghe! (Sara Arfini)
  • Non ho una preferenza. Le saghe sono insidiose perché non sempre riescono a mantenere alto il ritmo nonché il livello del primo libro, al contempo una saga ben scritta, come R.I.G. che hai giustamente citato o Shatter Me, ti consente una immersione completa nel racconto lasciandoti un ricordo indelebile.
    Gli autoconlusivi, se scritti bene (non hanno quindi capitoli ripetitivi e il finale buttato via in due pagine) riescono a regalare la stessa emozione di una lunga saga. (Serena Scipioni)
  • Io in genere preferisco di più le saghe. (Alessia Bondio)

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  •  Il libro o saga distopica che vorreste leggere?
  • Io leggerò The tower, ma sto aspettando con fermento E17 di Liliana Marchesi. (Livia Pessina)
  • Io sto leggendo il terzo libro di Darkest Mind a sono super indecisa riguardo alla prossima lettura. Forse Red Rising di Pierce Brown, oppure Flawed Gli imperfetti di Cecelia Ahern. (Clara Gariboldi)

Per oggi è tutto. Vi diamo appuntamento alla terza parte, in cui leggerete delle risposte davvero interessanti 😉

Speciali

#RispondonoILettori – Prima parte

Buongiorno cari Lettori, come avrete intuito dal titolo, in questo articolo i protagonisti siete voi, o meglio, lo sono le vostre risposte.

La scorsa settimana, all’interno del nostro Bunker Facebookiano, vi abbiamo sottoposto a una scaltra intervista 🙂

Le vostre risposte sono state superlative e, per questo, abbiamo deciso di raccoglierle in alcuni articoli che pubblicheremo qui sul blog.

Partiamo con le domande che ha posto il nostro Riccardo Muzi:

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La scorsa settimana abbiamo affrontato il tema del 70esimo anniversario della pubblicazione di “1984”. Dal romanzo di Orwell è stato tratto anche un film che uscì proprio nel 1984.

Secondo voi, qual è stata la migliore trasposizione cinematografica di un romanzo distopico?

Ecco come avete risposto…

  • Io in realtà ho apprezzato molto l’adattamento del 1984: mi ha terrificato, angosciato… insomma, emozioni molto forti.
    Inoltre credo che John Hurt sia stato strepitoso.
    In modo molto diverso, ho anche trovato bellissimo l’adattamento di Hunger Games.
    Al terzo posto, nonostante i cambiamenti incredibili, metto “The Giver”: il film non ha nulla dello spirito meraviglioso del libro, ma è riuscito a creare lo stesso un prodotto che camminasse con le sue gambe e non fosse irrimediabilmente monco senza i seguiti come il romanzo. (Maria Carla Mantovani)
  • Voto anch’io Hunger Games. Segue molto il libro senza stravolgerlo e hanno fatto un lavoro incredibile tra ambientazione e personaggi. (Clara Gariboldi)

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Nei film con un’ambietazione distopica, in genere, i personaggi principali si oppongono in qualche modo alla realtà che li circonda. Secondo voi, questa particolarità, aumenta o appaga (e quindi disinnesca) l’attitudine alla contestazione da parte dello spettatore?

  • Nel mio caso aumenta lo spirito di contestazione e ribellione. (Livia Pessina)
  • Beh, l’immagine proposta ha in sè già una parte di risposta. Quell’icona è diventata un vero e proprio simbolo di un movimento di protesta. Credo che in linea di massima qualsiasi narrazione di un epopea di rivolta, inneschi quanto meno il pensiero di ribellione in chi la guarda/legge. Dipende però soprattutto da quanto è “vicina” a noi. Quanto riesce a coinvolgerci e a raccontare delle dinamiche comuni. Detto molto francamente, un conto è un “The Handmaid’s Tale”, un conto è “Divergent”. (Marcus)
  • Sull’ “appaga”, direi che dipende anche dal periodo. I film distopici di decenni fa, come la narrativa distopica classica, tendevano a mettere in scena la parabola dell’individuo che si rende conto di vivere in una distopia, tenta di lottare e ne viene sbriciolato.
    (Succede anche ora ma direi che ci sono più rivoluzioni riuscite che Solo per sempre tua, mentre una volta era il contrario.)
    Quindi, se si è il genere di lettore che si immedesima nel protagonista rivoluzionario, non so quanto possa essere appagamento quello del finale alla “vincono i cattivi”… (Sara Benatti)

Questo è solo l’inizio dell’interrogatorio. Le domande peggiori le teniamo in serbo per i prossimi articoli 😉

Restate con noi e scoprirete in che modo e fino a che punto la distopia è radicata in voi 😉